Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

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di Mario Schiani
Venerdì 14 Aprile 2017

Il nodo della scienza

Prima di comperare un paio di mocassini mettetevi una mano sulla coscienza e pensate che, così facendo, potreste rallentare la ricerca scientifica. La ragione è presto detta: i mocassini non hanno le stringhe.

Se per caso dovesse sfuggirvi la relazione tra stringhe e ricerca scientifica, il sottoscritto è pronto a illuminarvi. Non c’entra nulla, qui, la Teoria delle Stringhe, avanzatissima e controversa speculazione che intende conciliare la Relatività generale con la meccanica quantistica: si parla di stringhe vere e proprie. Quelle con cui allacciamo le scarpe (ma non i mocassini). Quelle, soprattutto, che sul più bello si slacciano.

Alti e bassi, belli e brutti, ricchi e poveri tutti abbiamo in comune questa esperienza. Non importa con quanta cura, uscendo di casa, abbiamo stretto il nodo, non importa se le scarpe sono nuove o vecchie e ben poco conta il tipo di laccio: di tanto in tanto, imprevedibilmente, una nodo si apre e siamo costretti a chinarci o a trovare un basello per rimettere le cose a posto. Pochi tra i fatti banali nella vita sono altrettanto seccanti.

Finalmente, alcuni fisici e matematici si son messi a studiare il fenomeno. Piazzato un volontario su un tapis roulant, hanno documentato la dinamica dello slacciamento. I risultati sono interessanti ma non esaustivi. L’evento si può dividere in due fasi distinte: all’inizio un progressivo e lento slegarsi del nodo e, infine, il suo rapidissimo collasso. Gli scienziati hanno stabilito che il nodo più sicuro (ma non del tutto) è quello quadro, ma non sanno dire esattamente perché. Afferma il matematico Colin Adams: «Se sapessimo prevedere quando un nodo sta per cedere avremmo fatto una scoperta con importanti ripercussioni». E non solo nel campo delle calzature. I nodi, infatti, si impiegano anche in chirurgia e nell’alpinismo, tanto per fare due esempi. Senza contare che è stringendo e slegando nodi che il Dna replica se stesso. Dunque, pensate alla scienza: fatevi un paio di francesine. E buona camminata nel progresso.

di Mario Schiani

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