Lontano dalla verità

Oggi avrei voluto parlare di morte - così, per dare un’impennata alla settimana - ma non ce l’ho fatta. Vado a spiegarmi.

Il sito lifehacker.com ha pubblicato un lungo e interessante articolo intitolato “Cosa si prova quando si muore”. In esso, ecco registrati in modo scientifico - ma non tecnico: ovvero senza ricorso ad alcun gergo medico - i processi del corpo umano in prossimità della fine. Un traguardo che non necessariamente arriva per tutti nelle stesse circostanze: l’autore si è dunque preso la briga di spiegare che cosa accade quando si muore per “cause naturali” piuttosto che per “un colpo di arma da fuoco”. Inoltre, ha voluto separare le reazioni del corpo da quelle della mente, giusto per darci un’immagine più completa e, soprattutto, lontana dai luoghi comuni, ovvero dalle morti cinematografiche e letterarie nonché dalla concezione approssimativa del trapasso che tutti abbiamo in testa.

Ebbene: non ce l’ho fatta. Vale a dire: non ce la faccio. Pur essendomi sforzato di arrivare in fondo, tutto in me si è rifiutato di elaborare quelle spiegazioni, perfino di digerirle. Senza volerlo, ho reagito sviluppando un malessere fisico che mi ha spinto via dal soggetto, dalla sua cruda verità, priva di abbellimenti culturali. Troppo impressionabile? Forse, ma anche convinto, ora, che non tutte le nostre idee, anche le più profonde, rispondono a un bisogno di verità. Piuttosto, il pensiero cerca consolazione.

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