Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

(facebook.com/mario.schiani - twitter: @MarioSchiani)

di Mario Schiani
Sabato 21 Ottobre 2017

Mai certi di niente

“Da me? Cosa dice? Cosa vuole che le spieghi?” Sconcertato, accennò fuori, con la mano aperta. Poi ebbe l’aria di convincersi: “È fuori di sé, capisco. È ancora così giovane. E anche a non esserlo più... L’ho visto, poco fa, sul ponte che guardava giù. E avrei voluto impedirglielo, tirarlo via. Ma come si fa? Guardo sempre giù anch’io, ormai, non posso farne a meno, tutte le volte che passo”. Colse uno sguardo smarrito di Raffaele. “Povero bambino, sembra impossibile, vero? Si ricorda l’altra volta, pochi giorni fa, è stato proprio lei a salvarlo, a sgridare quegli altri che volevano fare quel maledetto giuoco. Chissà cosa gli è preso, dopo? Glielo hanno raccontato, no? Non c’era nessuno a incitarlo, questa volta. È tornato da solo, ha voluto provare, chissà cosa gli è venuto in mente... Povero bambino. È stato un attimo, per fortuna. Non ha nemmeno gridato (...)”

Nel silenzio che seguì si sentirono rumori al piano superiore e l’oste, che vide Raffaele alzare gli occhi pieni di lacrime, guardò anche lui il soffitto, scrollò le spalle e accennò un sorriso di scusa:

“Dunque” disse “penso che lei parta. Non dico là, ma anche da me, vede, non ci sarebbe posto, se anche volesse fermarsi. Ma tornerà, vero? Bisognerà pure che torni, per i suoi impegni. Una volta o l’altra... Non dica di no, non si può essere mai certi, non si può essere mai certi di niente”.

(Sergio Ferrero, “Il giuoco sul ponte”, 1995)

di Mario Schiani

© riproduzione riservata