Sedici ponti

È proprio vero che le latitudini (e anche un po' le longitudini) fanno tutta la differenza. Ciò che da noi suscita una certa reazione in altre parti del mondo solleva commenti di segno opposto.

Facciamo il caso del ponte sullo stretto di Messina. O meglio, facciamo il caso dei ponti sul mare in genere. Se in Italia anche solo accennare a un ponte che unisca la Sicilia al "continente" si risolve immediatamente in una cascata di pesci in faccia, in Asia progetti analoghi - molto più impegnativi, anzi - non solo si discutono: si fanno.

È certamente una coincidenza, ma fatale: mentre in Italia il premier Renzi, ultimo di un lunga serie di governanti, torna a ipotizzare la costruzione del ponte sullo Stretto, in Cina la costruzione del ponte che collega Hong Kong a Macao e Zhuhai si è avvicinata al passo finale. Eppure sono opere neppure comparabili: da noi si tratterebbe di coprire un braccio di mare largo circa 3,3 chilometri; in Cina stanno completando un sistema di due ponti più un tunnel sottomarino lungo 55 chilometri. Come dire 16,7 ponti sullo Stretto messi in fila.

Ma quello che più fa pensare è che mentre in Italia la menzione di un'opera di certe proporzioni appare all'istante, e con ragione, come l'ultima spiaggia del politico sfiatato, come la promessa disperata, ormai ridicola tanto appare frusta e impresentabile, altrove si preparano i nastri e lo champagne e il capoccione locale già si schiarisce la voce in vista del discorso di circostanza.

Questo vuol dire che dobbiamo diventare più cinesi e meno italiani? Assolutamente no. Ma neppure dobbiamo permettere che ogni slancio di progettualità finisca irrimediabilmente del ridicolo. Questo non per fare un piacere a Renzi o a chicchessia, ma a noi stessi. Va bene lo scetticismo, e il sarcasmo sarà pure sintomo di libertà di pensiero, ma ormai non si fa altro che seppellire sotto le risate ogni ipotesi di sviluppo. Sarà che l'esperienza ci insegna che è giusto così, e la sortita di Renzi certo va ad aggiungersi al mucchio, ma attenzione: a furia di ridere, la barzelletta diventiamo noi.

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