Votare per Ginger

Molti tra noi, giusto domenica, saranno andati a votare per il sindaco. Parecchi dovranno tornarci, a causa dei ballottaggi. È legittimo supporre, dunque, che di elezioni ne avranno fin sopra i capelli. Tuttavia, se tutto può venire a noia, tutto può anche essere riportato in vita: ci vuole solo la penna giusta. Non la mia, si capisce, ma quella, per esempio, di P. G. Wodehouse. In “Molto obbligato, Jeeves” l’eroe Bertie Wooster cerca, del tutto inconsapevolmente, di convincere a votare per un candidato suo amico nientemeno che il candidato avversario. Ecco quel che accade, in un brano che per molte ragioni trovo ancor oggi illuminante:

“Lei vuole che le tasse diminuiscano, no?”

“Certamente.”

“E che la nostra politica estera acquisti un po’ più di grinta?”

“Si capisce.”

“E che le nostre esportazioni raddoppino e la sterlina si rafforzi? Sì, naturalmente. E allora voti per Ginger Winship, l’uomo che con la mano sul timone della nave dello stato guiderà l’Inghilterra verso la prosperità e la felicità, facendo rivivere i tempi gloriosi della buona regina Bess.”

La signora McCorkadale sbuffò aria dal naso e parlò come ora vi riferisco:

“Giovanotto, non dica idiozie. La mano sul timone dello stato, figuriamoci! Se anche il signor Winship riuscisse a vincere queste elezioni, cosa che non accadrà, sarà un qualsiasi umilissimo deputato e non farà niente di più che dire ’Attenti, attenti’ quando parlerà uno dei suoi superiori e ’Oh’ o ’Domanda’ quando sarà di scena l’opposizione. Le stesse cose” continuò, “che farò io se vincerò queste elezioni, come certamente accadrà.”

Sbattei le palpebre e uno stridulo “Cosèchehadetto?” mi uscì dalle labbra.

“Lei non è un osservatore, vero? Immagino di no, altrimenti si sarebbe accorto che tutti i muri di Market Snodsbury sono coperti di affissi con la scritta ’Votate McCorkadale’. Uno slogan un po’ brutale, ammetto, ma che ha certamente il merito di farsi capire.”

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