Martedì 06 Luglio 2010

Cemento in Borgovico
l'autorizzazione 16 anni fa

Per trovare le origini del cemento di via Borgovico bisogna sfogliare i calendari all'indietro di 16 anni. E fermarsi al commissario prefettizio che aveva avviato l'iter per il recupero della ex Subalpina. La delibera era poi passata in consiglio comunale due anni più tardi, con AlbertoBotta.
A chiarirlo è il presidente della commissione Paesaggio di Palazzo Cernezzi Fulvio Capsoni, allora consigliere comunale. «Ero contrario fin dall'inizio - spiega - a quella che io definivo "la triade", cioè i piani Subalpina, Pessina Satex ed ex Ratti. Una vera e propria follia. Adesso non si può più contrastare nulla poiché risale a 17 anni fa. Allora la battaglia era quella di chiedere di ridurre l'impatto dei piani attuativi e, se proprio andavano fatti, avevamo chiesto che realizzassero come standard la Borgovico bis. Il risultato? Non sono stati ridotti gli impatti e la Borgovico bis non è stata realizzata».
Capsoni precisa che l'attuale commissione paesaggio non ha avuto alcuna voce in capitolo anche perché la pratica non è mai più tornata in discussione. «Il guaio - prosegue Capsoni - è che gli effetti di quello che viene approvato si vedono concretamente dopo anni.Il problema non è quando si costruisce, ma quando si dà il via libera. Sul Borgovico mi viene da ridere e da piangere. Era negativo e non si è ottenuta nemmeno la Borgovico bis che avrebbe risolto diversi problemi viabilistici».
Sulla ex Subalpina, l'impresa Castelli Re di Milano sta realizzando, per conto della Gbh spa, un nuovo quartiere sulle macerie dell'ex tintostamperia nata nel 1935 e chiusa dal 1997. L'insediamento prevede la realizzazione di circa 200 appartamenti e i parcheggi saranno oltre 300. Il progetto comprende, al piano terra del grande complesso a forma di C che sarà costruito dietro l'ex tintostamperia, alcuni esercizi commerciali. Al terzo piano dell'edificio ci sarà un ponte sospeso che formerà un grande terrazzo ad uso collettivo con vista lago. Sulla sinistra del ferro di cavallo, il progetto prevede anche una serie di villette a schiera, quasi completate. Il cantiere di via Borgovico era finito nella bufera nei mesi scorsi dopo una dichiarazione preliminare del presidente della commissione Urbanistica Mario Lucini che aveva segnalato l'abbattimento di alcuni edifici che non avrebbero dovuto essere toccati secondo quanto previsto dal piano di intervento. L'amministrazione aveva anche bloccato i lavori dopo un sopralluogo della polizia locale, che aveva anche inviato la relativa segnalazione in procura.

a.savini

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