Villa Guardia, al Santuario
il pellegrinaggio dei malati

Nella serata di domenica tre donne con le stampelle si sono sforzate di salire i tre gradini e di giungere all'altare di Maccio nel cui marmo è stata ritrovata acqua purissima, trasudata in numerose occasioni durante i momenti di preghiera. Lunedì il santuario della Santissima Trinità è stato meta di un flusso continuo di gente, molta proveniente da fuori paese

VILLA GUARDIA - L'acqua in chiesa, acqua viva, fonte che zampilla per la vita eterna, è simbolo che si trova in tutti i luoghi in cui ci sono state rivelazioni particolari, un esempio su tutti: Lourdes. L'acqua richiama subito una processione di fedeli e di malati. Nella serata di domenica tre donne con le stampelle si sono sforzate di salire i tre gradini e di giungere all'altare di Maccio nel cui marmo è stata ritrovata acqua purissima, trasudata in numerose occasioni durante i momenti di preghiera. Lunedì il santuario della Santissima Trinità è stato meta di un flusso continuo di gente, molta proveniente da fuori paese. C'è chi è sulla carrozzella, ci sono i bambini, c'è chi bacia e tocca l'altare, chi si porta più avanti, nella zona di adorazione eucaristica, proprio sotto il tabernacolo, anche lì pare si sia ritrovata dell'acqua che ha bagnato le mani dei pochi intimi che si raccolsero in preghiera insieme al maestro Gioacchino Genovese. “Genovese è stato insegnante di mio figlio, è una persona tanto splendida – dice Paola Rossi che viene da Como in una giornata che definisce speciale – è una persona molto seria perché non ha mai raccontato nulla ai ragazzi, non li ha mai in alcun modo resi partecipi di quanto gli accadeva da anni, ma è stato capace d'infondere pace e serenità a ognuno di loro.”
I pellegrini arrivano anche da oltre confine, Paolo Carminitana proviene da Morbio Inferiore, dove anche lì c'è un santuario, mariano. “Per un credente quanto è successo a Maccio è qualcosa di forte ed importante. Ci sono molte persone di Morbio e dintorni che vogliono venire in pellegrinaggio a Maccio.”
C'è chi abita nella vicina frazione di Civello e pur appartenendo ad un'altra parrocchia frequenta assiduamente il santuario, come Caterina Francomanno: “Mi faccio portare qui da mio marito tutte le mattine alle 7.15, ho tanti dispiaceri e problemi di salute e qui trovo un aiuto interiore e un forte sostegno. Sento che c'è qualcosa e Gesù mi parla al cuore.”
Né creduloni, né scettici, così il vescovo Diego Coletti aveva suggerito ai fedeli e così molta gente si pone. “Occorre molta fede, ma la fede bisogna anche chiederla – commenta Chiara Bianchi -questa è una fortuna per tutti, non solo per Maccio dove da tempo si percepisce la situazione che è stata resa ufficiale in questi ultimi tempi.” E anche tra i giovani c'è attenzione per quanto sta accadendo: “C'è qualcosa d'importante, non si limita all'acqua – dice Chiara Salerno, 29 anni – mi aspetto anche qualcosa d'altro.”

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