Grotte sotto il San Primo:
spuntano nuove meraviglie

Gli esploratori dello Speleo Club Erba continuano a studiare il "Terzo Mondo" di Lezzeno che, ogni poco, regala loro nuove "stanze" affascinanti. Il video della scoperta

LEZZENO - Quando gli esploratori dello Speleo Club Erba sono entrati nel "Terzo mondo", il sistema di grotte scoperte dal Pierluigi Gandola sotto la cima del monte San Primo, quasi non credevano ai loro occhi: un mondo inesplorato da milioni di anni si apriva intorno al vasto palcoscenico naturale del salone battezzato "Susan Boyler". Passato lo stupore, gli speleologi hanno continuato a lavorare: come racconta il presidente dello Speleo Club Erba Emanuele Citterio, nuove scoperte sono sempre dietro l'angolo. Nelle ultime settimane, le novità più importanti riguardano nuovi rilevamenti sotto il salone principale: «Abbiamo scoperto un ramo di grandi dimensioni - dice Citterio - percorso da un corso d'acqua che ha plasmato le rocce. Dal fondo della grotta, poi, abbiamo individuato un camino molto promettente: in questo caso, a farci ben sperare è un forte flusso d'aria, che lascia presagire la presenza di altri cunicoli tutti da esplorare».
Alle luce delle ultime spedizioni, il "Terzo mondo" appare diverso rispetto alle previsioni iniziali: se a inizio marzo l'ambiente sembrava svilupparsi prevalentemente in verticale, oggi lo Speleo Club si trova di fronte a un sistema si espande in ogni direzione. È ancora presto, comunque, per sapere se il mondo sotterraneo del San Primo è collegato a quello del Pian del Tivano: in questo caso, ci troveremmo di fronte a uno dei sistemi geologici più vasti d'Europa
Un gruppo ristretto di speleologi torna al "Terzo mondo" ogni fine settimana: «L'ultima volta eravamo solo in sei - dice Citterio - e domenica prossima potremmo essere solo in tre o quattro. Questo, chiaramente, rallenta le esplorazioni». Il Club fa il possibile con i mezzi che ha a disposizione, ma - in mancanza di finanziamenti esterni - le difficoltà non mancano: «Abbiamo appena acquistato qualche centinaio di metri di corda, ora dobbiamo aspettare un po' prima di prendere nuovo materiale. Se qualcuno decidesse di sponsorizzarci, tutto sarebbe più facile».

Il video della scoperta

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