Addio ad Augusto Cirla
Portò la prima Tac al Sant’Anna

Storico primario di radiologia, aveva 88 anni. Fu protagonista con Gianni De Simoni della raccolta fondi per l’acquisto della macchina

Erano le dieci e mezza di sera quando il professor Augusto Cirla rispose al telefono. «Sono Gianni De Simoni», sentì dalla cornetta. Pensava a uno scherzo, invece era proprio il direttore de La Provincia. Gli chiese informazioni sulla Tac, voleva sapere se quel macchinario sarebbe stato utile all’ospedale Sant’Anna. De Simoni invitò il medico nella redazione di viale Varese, lui ci andò anche se era notte. Parlò con il direttore e da quella breve conversazione - meno di un quarto d’ora, ricorderà lo stesso Cirla intervistato da Giuseppe Guin per “Fogli d’appunti” - nacque la famosa sottoscrizione lanciata dal giornale, che portò a raccogliere un miliardo e duecento milioni di lire in 43 giorni.

Augusto Cirla è morto lunedì all’età di 88 anni e ci è sembrato giusto ricordarlo partendo proprio da quell’episodio.

Era l’inizio del 1980, Cirla aveva l’incarico di primario di Radiologia al Sant’Anna (di fatto ne era stato il fondatore) e con lui si confrontò De Simoni per capire bene cosa fosse la Tac, apparecchiatura utilizzata all’epoca in un solo ospedale italiano, a Napoli. L’ospedale comasco riuscì ad acquistarla grazia a De Simoni, a La Provincia e soprattutto alla generosità dei cittadini; tutti parteciparono, con pochi spiccioli o contributi più sostanziosi, in una vera gara di solidarietà. «Quella macchina cambiò il nostro modo di fare i medici - raccontava Cirla - Passavano una ventina di pazienti al giorno, la Tac è durata circa 12 anni, vuol dire 70mila persone, forse 80mila».

Casa in via Ferrari, Cirla portò al Sant’Anna la diagnostica di Medicina nucleare a metà degli anni Settanta, nella sua veste di primario del reparto che all’epoca si chiamava Radiodiagnostica B. È stato sindaco di Lanzo Intelvi, il figlio Antonio ha seguito le sue orme e oggi lavora al Sant’Anna proprio in Radiologia. Dall’azienda ospedaliera ottenne uno speciale riconoscimento nel 2004, quando era direttore generale Roberto Antinozzi; con lui venne premiato un altro “storico” primario, in questo caso di Chirurgia, Luciano Peruzzo.

La Provincia scrisse del professor Cirla come sindaco di Lanzo ma ospitò anche alcuni suoi interventi nella pagina delle lettere. Il suo articolo più significativo resta però quello uscito il 7 febbraio 1980, conservava nel suo studio quei fogli ingialliti. Di fianco al pezzo di Gianni De Simoni che lanciava la sottoscrizione c’è quello di Cirla, intitolato “Ma cos’è questo Tac?” (lo si chiamava al maschile).

«Tutto nacque - raccontava lo stesso medico - quando De Simoni incontrò il primario di anestesia Cesare Matteucci e gli disse: voglio fare qualcosa per Como». Matteucci suggerì l’idea della Tac e consigliò al direttore di consultarsi proprio con «il professor Cirla». Il resto è la storia di un successo, rimasto nei cuori dei comaschi.

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