Martedì 08 Aprile 2014

Al Teatro Sociale di Como

L’Oscar della lirica 2014

Como Arena Teatro Sociale prima dello spettacolo Carmina Burana
(Foto by Carlo Pozzoni)

Il Teatro Sociale di Como ha vinto a Londra l’Oscar della Lirica 2014 per la categoria Accessibility.

Il teatro comasco è stato premiato in particolare per la messa in scena lo scorso anno, in occasione del 200° anniversario della fondazione, dei Carmina Burana di Orff. Uno spettacolo realizzato dal teatro al quale hanno partecipato anche centinaia di comaschi “dilettanti”.

La premiazione è avvenuta ieri sera a Londra . A ritirare il premio la direttrice del teatro Barbara Minghetti.

Si tratta del prestigioso concorso mondiale che giudica l’attività globale degli enti di produzione lirica, nella categoria Accessibility dedicata alla programmazione e ai progetti di apertura verso la città e il pubblico.

La giuria 2014, composta oltre che da John Allison - editor di Opera Magazine e critico del Sunday Telegraph - e Hugh Canning del Sunday Time, da George Loomis dell’International Herald Tribune, Fiona Maddocks dell’Observer, sir Peter Jonas dell’Opera di stato Bavarese, Elaine Padmore del Covent Garden e Nicholas Payne di Opera Europa ha messo a confronto le attività svolte nell’anno passato dai teatri finalisti: stavolta il Sociale di Como dovrà vedersela con le iniziative del Teatro di Karlsruhe, di Opera Australia, della Triennale della Ruhr e di Scottish Opera.

L’anno scorso ad International Opera Awards Teatro Sociale ed AsLiCo non ce la fecero per un soffio, superati sul filo di lana nientemeno che dal Metropolitan di New York. Gli Opera Awards, creati a Londra nel 2012, premiano i successi di musicisti, produttori e artisti che lavorano nell’ambito operistico distinguendo svariate categorie fra cori, direttori d’orchestra, costumisti, light designer, Cd o Dvd di opere complete e recital pubblicati, direttori di teatro, festival realizzati, premi alla carriera, direttori d’orchestra e direttori di teatro debuttanti, nuove produzioni, compagnie d’opera, sostenitori, riprese di titoli non più rappresentate, siti web, voci maschili e femminili.

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