Ambientalisti contrari al ponte ciclopedonale, ma per il sindaco è «iniziativa ideologica del popolo dei no»

Dubino Della Bitta sindaco di Chiavenna ed ex presidente provinciale di Sondrio difende il progetto che unirà Valtellina e Alto Lario definendolo un volano per il turismo

Sconcertato e preoccupato per «una posizione ideologica» che rischia di bloccare un progetto di mobilità dolce, che ha il vantaggio di unire il lago di Como alla Valtellina.

Per gli ambientalisti l’opera è eccessiva

Si dice così Luca Della Bitta , il sindaco di Chiavenna, colui che da presidente della Provincia ha dato il via all’iniziativa, dopo aver letto della forte contrapposizione al collegamento ciclopedonale sul fiume Adda da parte delle associazioni ambientaliste. Sabato scorso, le associazioni avevano infatti dato vita a Colico a un flash mob per far sentire la propria voce a difesa della Riserva naturale del Pian di Spagna, in cui dovrebbe sorgere il nuovo ponte ciclopedonale, «un’opera - contestano Legambiente e Wwf - che non ha rapporto con il paesaggio, una struttura eccessiva che si dovrebbe ergere per più di 28 metri sopra il piano di campagna con un grave impatto dei terrapieni e delle rampe sugli argini, interrompendo la linea dell’orizzonte». Una posizione che Della Bitta contesta, perché mette a rischio «un’opera tanto attesa e tanto importante per tre province e per i loro sistemi economici e turistici, oltre che di qualità della vita dei loro abitanti». L’ex presidente della Provincia è convinto che, «come in tutti i progetti di una certa dimensione», si possano aggiustare quegli aspetti che funzionano meno e risolvere le criticità, ma senza per questo interrompere la realizzazione dell’infrastruttura.

Della Bitta ribatte: «rientra nell’idea di transizione ecologica»

«Basta con queste iniziative ideologiche, con il “popolo dei no” basato spesso su grandi principi di filosofia ambientale, ma privi di una lettura della situazione reale», sostiene Della Bitta che rivendica la bontà di un progetto che favorendo la mobilità ciclistica è la risposta concreta «al fantastico principio della “transizione ecologica”» e che è riuscito a mettere insieme i numerosi enti coinvolti.

«Ricordo la fatica di costruire un accordo tra i comuni, le Comunità montane, le Province, l’ente riserva Pian di Spagna sotto il coordinamento della Regione Lombardia attraverso l’operatività di palazzo Muzio - ripercorre la vicenda Della Bitta -. In un certo senso l’accordo raggiunto fu storico». Un risultato che secondo l’amministratore nasce dalle prerogative stesse del progetto: «Quel collegamento risolve definitivamente il problema di sicurezza attualmente presente per chi percorre in bici quelle zone (conosciamo bene tutti la forte criticità attuale del passaggio sul ponte del fiume Adda) e creerebbe le condizioni per realizzare una proposta di cicloturismo unica nel suo genere in quanto capace di collegare l’intero Sentiero Valtellina, la ciclabile della Valchiavenna, la zona di Colico e a seguire i collegamenti con la sponda del lago orientale, la rete ciclabile dell’Alto Lario. Una proposta turistica spettacolare che unirebbe la montagna di Valtellina e Valchiavenna al Lago di Como. Con tutti i vantaggi di un turismo eco sostenibile». Ma non solo. Secondo l’ex presidente della Provincia il ponte ciclopedonale favorirebbe la conoscenza della Riserva del Pian di Spagna da parte di molte più persone conducendo i cicloamatori lungo i confini esterni senza rappresentare un pericolo per la fauna «in quanto - ricorda - i percorsi principali non interesserebbero le aree interne della riserva».

«Mi auguro, dunque - conclude - che si proceda speditamente nel realizzare quanto faticosamente è stato pensato, costruito e finanziato».

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