Aste e fallimenti da record
In crisi il Tribunale

Cento aziende fallite, 834 case pignorate: «Colpa delle difficoltà economiche»

Venerdì chiudono i tribunali staccati e Como sarà invasa da mille nuovi fascicoli

Como

La crisi economica manda in crisi anche la macchina della giustizia. Aumentano i fallimenti, i concordati, le aste per gli immobili pignorati (a causa della crisi) e pure le separazioni, anche queste figlie - spesso - della crisi economica.

«Il Tribunale di Como è in affanno - ammette Nicola Laudisio, presidente del Tribunale cittadino - e, dal 13 settembre, tutto si complicherà. Ma, vinceremo anche questa sfida».

Cerca di far convivere l’ottimismo con la consapevolezza che, i prossimi, saranno mesi di superlavoro, il numero uno del palazzo di giustizia.

Da venerdì entrerà in vigore il provvedimento, voluto dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che prevede la soppressione di 947 uffici giudiziari in Italia (praticamente uno su due) per un risparmio di 80 milioni. In provincia chiuderanno i battenti i tribunali di Cantù, Erba e Menaggio e Como dovrà fare i conti con l’arrivo di oltre mille fascicoli. I quali andranno ad aggiungersi alle circa 5mila cause civili che tratta ogni anno.

L’avvocato Claudio Bocchietti, ex presidente della Camera Civile, aveva paventato il rischio d’una paralisi: «Per sbrigare gli oltre mille fascicoli - aveva denunciato - il tribunale di Como potrà contare su dieci magistrati che emettono, ogni anno, non più di 100 sentenze. Bastano questi numeri per dimostrare che dovrà dedicare il prossimo anno giudiziario ad espletare solo il lavoro che arriverà dalle sedi minori».

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