Como, bar contro il sindaco
«Assurde le regole su sedie e tavoli»

Il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico è andato di traverso ai titolari dei locali in centro storico

La rabbia dei bar contro il Comune. Il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico è andato di traverso ai titolari dei locali in centro storico. Per l’aumento della tassa (5% in più) ma - soprattutto - per la stretta su tavolini, sedie e tende. Decine di commercianti si vedranno costretti a cambiare gli arredi entro il 31 dicembre prossimo, per non incorrere in sanzioni.

L’amministrazione autorizza solo «tavoli e sedie in metallo verniciato, del medesimo colore, nelle tonalità scure del grigio, marrone o verde» mentre vieta «plastica» e «alluminio lucido, satinato o opacizzato». Quanto a ombrelloni e tende, dovranno essere «in tessuto di colore chiaro, nelle tonalità tra il bianco e il beige». Vietati infine «cartelli recanti immagini delle vivande».

Molti locali della città murata oggi non rispettano questi requisiti, basta un rapido tour per rendersene conto. Emerge, al contempo, il fermo no dei proprietari di questi esercizi alla mossa decisa da Palazzo Cernezzi (è approdata in consiglio con una delibera dell’assessore al Commercio Paolo Frisoni).

«Ho cambiato di recente sedie e tavolini - sbotta Anna Carenzio, del bar Bolla in via Boldoni, mostrando gli arredi esterni in alluminio - e adesso dovrei farlo di nuovo? Prima li avevo arancioni e gialli, ma non andavano bene, adesso mi bocciano anche questi. L’assessore vuole per forza quelli in metallo, ma pesano moltissimo e ho solo personale femminile. Viene qui lui la sera a portare dentro tutto?». Si lamenta, nella stessa zona, Maurizio Casati, del “Luisita”: sedie e tavoli in alluminio e legno non sono consentiti dalle nuove norme. «Giusto vietare arredi in plastica, ma questi mi sembrano più che decorosi - dice fuori dal suo locale - Il Comune si mette a fare il pignolo, poi però mi autorizza al massimo un tendone di 6 metri per 2 anche se occupo con gli arredi 9 metri e mezzo per 3».

Si arrabbia anche Ferruccio Bernasconi, del vicino “Caffè Maya”: «Ho aperto qui da poco, ho aspettato quattro mesi per l’autorizzazione della tenda e adesso mi dicono che devo cambiarla perché è arancione? Fanno bene a chiedere tavolini di qualità, ci sono in giro cose che mettono i brividi, ma non esageriamo».

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