Lunedì 14 Aprile 2014

«Berlusconi addio
scegliamo Alfano»

Como

Silvio Berlusconi ai servizi sociali, il suo braccio destro Marcello Dell’Utri in una prigione libanese e il suo storico collaboratore Paolo Bonaiuti deciso a passare con il “nemico” Angelino Alfano.

Tre indizi in poche ore fanno una prova. Parlare di un momento poco felice per Forza Italia è un eufemismo. Un partito in grave difficoltà, che perde consensi e non ha trovato un leader in grado di sostituire l’ex Cavaliere. Con il rischio di finire stritolato in quello che - nell’ormai celebre fuori onda di Giovanni Toti e Mariastella Gelmini - è stato definito «l’abbraccio mortale» di Matteo Renzi.

Anche a Como il partito di Berlusconi perde terreno. Se ne giova, un po’ a sorpresa visto che sul Lario era partito in sordina, il “Nuovo centrodestra” di Alfano. Aumentano gli esponenti del mondo moderato - storicamente maggioritario in città e in provincia - che aderiscono a Ncd.

Interesse per il nuovo partito

All’assemblea costituente di Roma c’erano una ventina di comaschi, tre di loro sono entrati a far parte dell’assemblea nazionale: i consiglieri comunali Francesco Scopelliti e Laura Bordoli, l’ex vice coordinatore del Pdl (area cielle) ed ex assessore provinciale Patrizio Tambini. Ma hanno detto sì al nuovo partito di Alfano (con Lupi, Formigoni, Quagliariello, Sacconi, Cicchitto e altri ancora) anche altri alfieri dell’ala ciellina come Stefano Bruni e Umberto D’Alessandro.

E poi il consigliere di Palazzo Cernezzi Enrico Cenetiempo, i sindaci Fiorenzo Bongiasca (Gravedona ed Uniti) e Daniele Maggi (Carate Urio), i giovani Cesare Allegri (nel Senato accademico dell’Insubria) e Sonny Bertani.

La fine di una stagione politica

«Gli iscritti a livello provinciale sono 700 - dice Scopelliti, che ha fatto da apripista a Como - e abbiamo creato oltre 70 circoli sul territorio, di cui quattro composti solo da giovani. Certo, siamo qui anche per raccogliere i voti di chi premiava il Pdl ma ora non vota Forza Italia, è una quota importante. L’obiettivo è non costringerli a scegliere Renzi o Grillo. Anche se non ci interessa lavorare contro Forza Italia, ma portare avanti le nostre idee».

«Una stagione politica è finita, esattamente com’era accaduto vent’anni fa - sintetizza Tambini - Con le notizie di questi giorni diciamo che c’è anche l’ufficializzazione di questo cambiamento. Anche la scelta di Bonaiuti simbolicamente è forte. Ncd non ha un vero leader? Meglio evitare che si ripeta la storia di Forza Italia: finito il leader, sta crollando tutto. Non ho mai amato la personalizzazione della politica».

C’è interesse per il partito di Alfano anche tra gli imprenditori vicini al centrodestra. Attilio Briccola, già ai vertici della Cdo e della Camera di commercio, definisce Ncd «l’unica possibilità interessante».

«A Como - dice Briccola - sta suscitando grande interesse, mi ha stupito. Traditori? No, hanno capito che bisognava fare qualcosa di nuovo, andare oltre Berlusconi. Si può benissimo costruire una versione italiana del Partito popolare europeo anche senza una guida alla Berlusconi o alla Renzi».

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