Como, Landini come una star
Gara per il selfie con il leader Fiom

Confermata la volontà di scendere in campo con un nuovo soggetto politico. «Questo Governo - ha detto il sindacalista - non ha il consenso della maggior parte delle persone che lavorano per vivere»

«Mi chiedono “vuoi fare politica?” Sì, voglio fare politica, per cambiare». Maurizio Landini, il leader della Fiom-Cgil, ha scelto Como per confermare la discesa in campo e lanciare la sfida al governo. L’occasione si è presentata con l’incontro organizzato della Fiom di Como in biblioteca nel pomeriggio, tra l’altro con il segretario generale provinciale Ettore Onano e il segretario regionale Mirco Rota. A Landini è stato riservato l’intervento conclusivo, il più importante. E dopo le uscite degli ultimi giorni in merito alla “coalizione sociale” respinta dalla leader della Cgil Susanna Camusso, ieri più che mai l’attesa è stata avvertita dal pubblico.

Il popolo della sinistra è accorso all’appuntamento per accogliere come un eroe il rappresentante per ora soltanto sindacale. Con i delegati in coda per un selfie con il loro leader. Tra il pubblico in biblioteca, numerosissimo e di tutte le età, con persone in piedi e sedute a terra, ha partecipato un folto gruppo di iscritti alla Fiom ben riconoscibili dalla maglia rossa che portavano addosso.

In quasi un’ora di intervento, Landini non si è limitato a confermare la necessità di cambiare ruolo e confini d’intervento del sindacato aprendosi ad altri gruppi della società e proponendo un modello sociale alternativo. Ha dettagliato una linea precisa, sindacale e politica in senso stretto, che parte dal lavoro con la contrattazione nazionale e la cancellazione del Job Acts, e arriva fino agli investimenti sull’industria secondo lui indispensabili per una ripresa reale. Perché di ripresa, al momento, non vede alcuna traccia. Non ha esitato nemmeno a replicare alla leader nazionale della Cgil Susanna Camusso, che sulla proposta di “coalizione sociale” ha negato ogni appoggio: «La proposta non è mia - ha chiarito Landini - è della Fiom, ed è stata discussa per mesi a tutti i livelli prima di essere votata dai delegati nazionali. Nella discussione è stata coinvolta la Cgil e all’assemblea nazionale ultima era presente ed è intervenuta la segreteria».

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