Broletto, un belvedere sulla torre

Ci sono 127 gradini per arrivare in cima. Da lì si vede via Plinio fino al lago e la zona collinare

Le scale vanno messe in sicurezza. Ballerini (Per Como pulita): «Un patrimonio da valorizzare»

Como

Fatte le dovute modifiche, e facendo attenzione ai rintocchi delle campane che suonano ogni mezz’ora, la torre del Broletto potrebbe diventare un belvedere.

Come a Milano

Come il Duomo di Milano, il San Carlone a Arona, la torre di San Gimignano o il campanile San Marco a Venezia. Anna Ballerini, presidente dell’associazione per Como più pulita, ha visto bene. I turisti pagherebbero volentieri un euro per salire i 127 gradini che dividono il primo piano del Broletto (quello dove si fanno le mostre con la terrazza che si affaccia su piazza Duomo) dalle campane. Ci sono problemi di sicurezza, come rilevano gli assessori Luigi Cavadini e Marcello Iantorno. ma una volta risolti, la torre campanaria del Broletto potrebbe entrare a fare parte delle rete dei musei di Como con la pinacoteca, i musei civici e il tempio voltiano. Cavadini dice che servirebbe un custode, ma al Broletto, alla mostra Como Boston, c’è già un custode, Francesco Addamo, che si offre anche di far da Cicerone ai visitatori.

Ma si potrebbero anche coinvolgere associazioni o privati interessati a collaborare con il Comune, facendosi carico dei lavori come già successo con gli Amici di Como per la passeggiata a lago. Sta di fatto che, anche se è ancora tutto da valutare, la torre campanaria è un territorio inesplorato che andrebbe valorizzato. Perché salire dalle scale di legno seguendo la strada che un tempo era percorsa dalle corde delle campane, ha un grande fascino. Ora è tutto ricoperto di polvere, ci sono ragnatele ovunque, da qualche parte ci sono anche calcinacci. Con le luci spente sembra un po’ la casa del film Dark shadow’s prima che il vampiro Jonny Deep tornasse riesumando i forzieri pieni di soldi per rifare la casa. Ecco basterebbe sistemare qualche balaustra, rinforzare gli scalini, e trovare un sistema per far salire i gruppi di turisti nella mezz’ora che passa tra un rintocco e l’altro per non trovarsi sordi al ritorno.

Ma la vista della campane merita ogni gradino. Sono maestose, cinque campane che ora sono automatizzate mentre un tempo venivano suonate tirando le corde.

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Eco di Bergamo La torre del Broletto