Cantù e la guerra delle insegne:  multa per la “T” di tabacchi
Carlo Rapetti mostra l’insegna “incriminata”

Cantù e la guerra delle insegne: multa per la “T” di tabacchi

Emerge un altro caso paradossale dai controlli della società Abaco. «Sanzione di 1.500 euro perché c’è anche l’intestazione del bar»

Siccome sotto c’è scritto “bar”, non va bene nemmeno la “T” di tabacchi, grande classico delle insegne, contestata al Cafferì di via Milano, quasi all’incrocio con la pedonale via Matteotti.

A emettere contravvenzione, come al solito, l’Abaco, la società concessionaria con sede in via Rienti, a Cantù Asnago, che per conto del Comune sta incassando imposte e sanzioni sulla tassa della pubblicità. Non c’è giorno senza protesta: l’ultima arriva dal bar tabacchi, protagonista suo malgrado di una multa di oltre 1.500 euro, la più alta sin qui segnalata.

Si dice indignato Carlo Rapetti, il titolare. «Mi hanno contestato l’insegna dei tabacchi per la presenza della scritta che dice che siamo anche un bar: una cosa ridicola. Va bene che in Italia la legge non ammette ignoranza, ma quanto meno il Comune avrebbe potuto fare la sua parte, avvisando che sarebbero partiti questi controlli. Io mi sono preso in totale 1.500 euro di verbale anche per scritte all’interno del mio locale».

Rapetti si è affidato agli avvocati. «I miei legali mi hanno detto che è una cosa che non esiste - dice - a Bologna e a Firenze questo non succede».

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