C’è il condono da pagare Trent’anni dopo, a Cantù

C’è il condono da pagare
Trent’anni dopo, a Cantù

Sono già 485 i canturini che hanno ricevuto le cartelle esattoriali, che arrivano fino a 4mila euro a testa. Una brutta sorpresa per pratiche edilizie che risalgono al 1986. Il Comune ha già incassato 82mila euro

Quasi cinquecento canturini hanno ricevuto dal Comune la richiesta di mettere in regola i propri immobili pagando il dovuto. Peccato che questa richiesta, da piazza Parini, la stessero aspettando da qualcosa come trent’anni.

Il motivo di queste cartelle è infatti il condono edilizio del 1985, quello voluto da Bettino Craxi e che nelle intenzioni avrebbe dovuto rappresentare un provvedimento eccezionale e irripetibile per sanare abusi che si erano accumulati nei decenni.

A innescare questa operazione nostalgia, se le si volesse dare un nome, sono stati gli uffici, come spiega il dirigente dell’area Gestione del Territorio Giuseppe Ruffo: «Qualche cittadino - afferma - è venuto qui chiedendo di poter regolarizzare la propria situazione, perché avrebbero voluto vendere la casa dei genitori o dei nonni ma alla stesura dell’atto notarile ovviamente veniva chiesta anche l’attestazione della sanatoria».

Da qui il controllo delle vecchie cartelle, che ha portato alla luce un drappello parecchio nutrito di casi simili: solo in relazione al 1986 ce ne sono ben 485.

Pratiche che vanno esaminate una alla volta, e finora quelle chiuse sono 115, in 83 casi con provvedimenti onerosi.

Il che ha già portato nelle casse di piazza Parini 82mila euro, e ancora ne arriveranno, dati alla mano. Senza contare che ci saranno poi un centinaio di casi del 1994 e quasi 200 del 2004.

I servizi su “La Provincia” di martedì 24 febbraio 2015


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