Como città dei film. E anche la fiction  tornerà sul Lario
1 Un set cinematografico in piazza Duomo con attori indiani, qualche tempo fa. Como viene scelta sempre più spesso dai registi, anche stranieri, per film o cortometraggi 2 Il sindaco Mario Lucini firma l’accordo, ieri pomeriggio nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi, con il presidente della Lombardia Film Commission, Alberto Di Rubba

Como città dei film. E anche la fiction

tornerà sul Lario

Accordo con Lombardia Film Commission. Sarà istituito anche un apposito ufficio in Comune che farà da tramite con le case cinematografiche

Como tornerà presto in scena, da ieri le case di produzione hanno ufficialmente la strada spianata e le porte spalancate se vogliono girare in città. Potrebbero insomma tornare i tempi di “Vivere”, la fiction pensata e realizzata proprio tra Como e Torno

A Palazzo Cernezzi per la prima volta in Lombardia il sindaco Mario Lucini e il presidente della Lombardia Film Commission Alberto Di Rubba hanno firmato un protocollo d’intesa di durata quinquennale che prevede, tra l’altro, l’istituzione di un apposito ufficio in Comune che farà da punto di riferimento per le produzioni di film, fiction tv, spot pubblicitari, documentari e ogni altra forma di produzione audiovisiva destinata agli schermi grandi e piccoli, italiani o esteri, in tutto quello che avranno bisogno durante le riprese in città.

E secondo il presidente della Film Commission con buona probabilità ci torneranno presto. Nel documento è previsto tra l’altro l’impegno, per ora generico, a ideare e proporre una nuova fiction televisiva da ambientarsi in città e sul lago di Como, che valorizzi in modo particolare la cultura e le tradizioni locali.

Con il documento appena firmato entrambe le parti si assumono ufficialmente impegni precisi nell’ottica di promuovere Como, presentandone gli aspetti migliori e di maggiore impatto per lo spettatore. La Lombardia Film Commission, si ricorda, è la fondazione istituita dalla regione con il comune di Milano, Unioncamere Lombardia e Fondazione Cariplo, che si occupa di intercettare le produzioni e portarle sul territorio con l’indotto che ne consegue.

Il Comune si occuperà di tutte le pratiche con un percorso più snello (Polizia locale, occupazione del suolo, parchi e giardini, turismo e cultura), eliminerà la tassa di occupazione del suolo pubblico, non tanto per il costo quanto per sveltire la burocrazia, metterà a disposizione aree per automezzi e attrezzature di solito molto ingombranti. Per ora è stata individuata la piazza d’Armi ma saranno valutate le esigenze caso per caso.

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