Martedì 30 Settembre 2014

Como, code per gli errori Tari

«Se più cara non pagate subito»

Como - in coda all’ufficio Tributi

Nuova settimana, nuove code. Ieri all’ufficio Tributi del Comune si è ripetuto lo scenario già visto qualche giorno prima: decine di persone in coda e attese di un’ora per riuscire a parlare con un funzionario. Il caos, ancora una volta, è legato al pagamento della nuova tassa rifiuti, la Tari. Il termine per saldare la prima rata è fissato al 16 ottobre e la maggior parte dei cittadini ha già ricevuto la lettera con l’indicazione dell’importo dovuto oltre al modulo da utilizzare, il cosiddetto F24. Ma tanti comaschi sono convinti che a Palazzo Cernezzi abbiano sbagliato i calcoli, trovano una cifra più alta del previsto; in altri casi non è corretta, sulla lettera, l’indicazione della metratura dell’abitazione oppure il numero di componenti del nucleo famigliare. Ecco spiegata la presenza di tante persone, anche ieri mattina, nel corridoio del settore Tributi, al secondo piano del Comune: tutti volevano segnalare errori, oppure chiedere chiarimenti.

A metà mattinata c’erano in coda settanta persone, con tempi d’attesa stimati in un’ora, e qualche comasco ha perso la pazienza. Ma la colpa non è certo del personale degli uffici, alle prese con un super lavoro, semmai emerge una carenza di addetti (c’è stato un calo di due unità rispetto all’anno scorso). Senza contare gli evidenti problemi logistici: spazi molto limitati e un sistema di gestione dell’attesa - i classici numerini ma senza l’indicazione degli sportelli - non proprio efficace.

Il sindaco Mario Lucini, titolare anche della delega a Bilancio e tributi, commenta così: «Stando alle prime informazioni fornite dagli uffici, ci sono errori ma in misura fisiologica. Consideriamo che la società incaricata, la Halley, dopo aver elaborato i dati e predisposto le lettere, ha spedito ben 48mila avvisi. L’anno scorso la lettera era poco comprensibile, compariva solo la cifra, quindi per il 2014 ho chiesto di riportare anche i metri quadrati e il numero degli abitanti, perché la gente ha il diritto di capire. La comunicazione è chiara, i problemi sono legati soprattutto a modifiche recenti sul nucleo familiare: in qualche caso i cittadini non ce le hanno comunicate, in altri casi non le abbiamo ancora recepite. Poi c’è qualcuno che dice di dover pagare di più rispetto all’anno scorso e se è così si tratta certamente di un errore. Per tutte le tipologie di utenze domestiche, infatti, l’importo di quest’anno è più basso rispetto al 2013. Quindi meglio aspettare a versare e sottoporre la situazione ai nostri uffici».

Como

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