Sabato 05 Ottobre 2013

Como e Chiasso, più pattuglie

vicino alla frontiera

Agenti svizzeri al Ccpd

Como

Pattuglie miste di agenti italiani e svizzeri a presidio del territorio, controlli e ricerche di malviventi; flessibilità sulle scorte; sconfinamenti di forze dell’ordine italiane in Svizzera e viceversa per inseguimenti di responsabili di reati nelle rispettive aree di frontiera.

È in vista il nuovo accordo tra Roma e Berna che potenzia la cooperazione tra polizia e dogane. E tra i punti previsti, anche il rafforzamento della lotta alla criminalità organizzata che produce e trasferisce capitali da un Paese all’altro, li ricicla e li infiltra nel tessuto sano della società e dell’economia. Ma la Svizzera continuerà a «non dar seguito» alle richieste dell’Italia in tema fiscale.

Le nuove forme di cooperazione sviluppano l’accordo che aveva portato alla costituzione del Centro Comune di Cooperazione di Polizia e Doganale: dal 2003, negli uffici di Chiasso, lavorano insieme polizia, carabinieri, guardia di finanza, dogane, guardie di confine, con risultati quotidiani e successi storici.

La cooperazione transfrontaliera coadiuvata dal Ccpd ha consentito, per esempio, di fermare malintenzionati e di rintracciare ricercati o di perseguire traffici criminali, ma anche di identificare persone e autoveicoli e di raccogliere informazioni utili per le indagini e sono già in atto il team di analisi criminale transfrontaliera e la piattaforma transfrontaliera di polizia giudiziaria. Nel 2003, le richieste passate per il Ccpd furono 2.252, per un terzo da parte dell’Italia; sono salite a 8.183 nel 2008, anche per effetto delle richieste di informazioni sui responsabili di infrazioni alla circolazione e a fine 2012, si sono attestate su 6.452.

Bilancio ed evoluzione sono stati illustrati ieri dal capitano Cristophe Cerinotti, coordinatore svizzero del Ccpd e dal tenente colonnello dei carabinieri Donato Di Gioia, coordinatore italiano in una conferenza stampa, presenti numerose autorità dei due versanti del confine, lungo per 750 km per sei province italiane e tre cantoni svizzeri.

Il nuovo accordo di cooperazione transfrontaliera con polizie e dogane rafforzerà la barriera per la criminalità che, a diverso titolo, non conosce barriere. Anzi, sconfinando, vorrebbe liquefarsi. n Maria Castelli

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