Como, eternit a pezzi vicino casa  «Da anni senza risposte»
1 L’area dismessa di via Primo Maggio a Rebbio 2 Il consigliere Vito De Feudis con due residenti Maria Grazia Pala e Daniele Fuscoli (Foto by foto Pozzoni)

Como, eternit a pezzi vicino casa

«Da anni senza risposte»

I residenti in via Primo Maggio: «Vogliamo sapere se è pericoloso»

Chiedono da tempo sopralluoghi e certezze negli spazi dismessi che vedono dai loro balconi. Balconi da cui vedono, innanzitutto, eternit a pezzi. Hanno fatto esposti e non hanno ottenuto nulla, otto mesi fa hanno contattato il consigliere comunale Vito De Feudis, ma anche lui non ha avuto risposte. «Non è accettabile - sbotta - De Feudis che dal settore ambiente mi abbiano risposto solo che era stato programmato un sopralluogo, ma che in realtà non è mai stato fatto. I residenti hanno bisogno di avere delle garanzie precise, perché stiamo parlando della loro salute».

Maria Grazia Pala abita da tanti anni in via I Maggio e da due sta aspettando chiarimenti. «Due anni fa - racconta - ho fatto un esposto congiunto a Comune, polizia municipale e Asl. So che l’Asl aveva mandato una comunicazione alla società proprietaria dell’area chiedendo di smantellare le coperture. Ma sono ancora qui. In questi due anni ogni quindici giorni chiamavo l’ufficio ambiente per un sollecito, ma nel frattempo non è cambiato nulla. E ancora noi non sappiamo se tutto questo materiale sia pericoloso. Quando c’è il vento, tra l’altro, cadono interi blocchi e si pone anche un problema di sicurezza. Mi domando quale garanzie e tutele ci siano per il cittadino». E aggiunge: «Qui siamo di fronte a due ordini di problemi, da un lato l’eternit deteriorato e, dall’altro, la messa in sicurezza».

Il vicino di casa Daniele Fuscali aggiunge: «Sono dovuti intervenire già diverse volte anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto a staccare alcuni pezzi pericolanti. Ma noi non possiamo stare in queste condizioni, rischiando di ammalarci a causa del materiale che è sempre in condizioni peggiori. Qualcuno ci deve dare delle garanzie certe, non possiamo essere esposti a rischi per la salute di questo tipo».

Ieri l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti non ha voluto replicare, rimandando a un’analisi dei documenti la situazione.


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