Lunedì 02 Giugno 2014

Como, rilancio con arte e cultura

«Giusto, qualcosa si muove»

1 L’artista Fabrizio Musa al lavoro: «Occorre investire in arte e cultura»

Como

Como non ha un Louvre. Un Guggenheim. O un Moma. Ma non ha neppure una vocazione artistica in grado di attirare turisti quando piove, in alternativa al lago con il sole. Sul fatto che si debba investire su cultura e arte e si debba farlo proprio adesso che i soldi sono pochi sono d’accordo tutti gli addetti i lavori. Il problema è il come. E soprattutto, visti i tempi, con che soldi.

Strada da seguire

Sul concetto investire in cultura in tempi di crisi, espresso da Bartolomeo Pietromarchi, direttore della Fondazione Ratti su L’Ordine di ieri, invece, c’è una convergenza totale.

Mr Savethewall, Pierpaolo Perretta, sottoscrive parola per parola. «Io sono ottimista,sono sicuro che dopo questa fase di decadentismo dovuta alla crisi Como sarà in grado di fare grandi cose. Però è un dato di fatto che la città non abbia grandi musei come quelli di New York, Parigi o Londra dove i turisti fanno la coda dodici mesi all’anno per entrare». L’imprenditore in rovina di Perretta con la scritta «Alza il c...» ha appena conquistato Milano. La città è stata tappezzata con i manifesti delle sue opere e a lui è stato affidato il compito di premiare Ferrero al Barclays Teatro Nazionale di Milano durante la la 27esima edizione dell’International GrandPrix Advertising Strategies vinta da Nutella.

«Io sono d’accordo con Pietromarchi - dice il pittore Fabrizio Musa - ma Gaddi ha fatto questi discorsi per dieci anni e non mi sembra sia stato ascoltato. Ovvio che bisogna investire nell’arte e nella cultura. Soprattutto in tempi di crisi, ma chi segue questi concetti a Como non ha molti seguiti».

«Io sono d’accordissimo con il direttore della Fondazione Ratti -riconosce l’assessore Luigi Cavadini -. Tutti vorrebbero fare dieci, ma se si può fare solo 5, cerchiamo di fare almeno quello bene»

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