Martedì 25 Marzo 2014

Polstrada, arrestati i vertici

Sparite migliaia di multe

Ventiquattro agenti indagati

Patrizio Compostella comandante della Polizia Stradale di Como

Il comandante Patrizio Compostella e il vicecomandante della polizia stradale di Como, Gianpiero Pisani, e con loro altri 3 poliziotti, sono stati arrestati stamane dai colleghi della polstrada in un’inchiesta su un clamoroso giro di multe illegalmente cancellate e fatte sparire, oltre che per altri episodi in cui i poliziotti avrebbero abusato della divisa per vantaggio personale. Al comandante sono stati concessi gli arresti domiciliari, il vice è stato invece portato in carcere.

Complessivamente sono 26 le persone indagate, tra cui anche un funzionario della Questura di Como e il capo ufficio verbali della polizia locale di Como.

Da questa mattina una quarantina di agenti, tra uomini della polizia stradale e finanzieri della compagnia di Como, sono in corso arresti e perquisizioni, non soltanto domiciliari ma anche al comando della polizia locale di Como e in via Italia Libera, negli uffici della polstrada in uso agli indagati.

L’inchiesta, partita quasi un anno fa e condotta dalla finanza e dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della stessa polstrada, avrebbe portato alla luce numerosi episodi illegali. Le accuse per gli arrestati vanno dal falso all’abuso d’ufficio e al peculato.

Il gip ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il vicecomandante della Polstrada comasca, mentre gli altri arrestati - incluso il comandante - sono ai domiciliari. Ma la Procura ha anche chiesto la sospensione dal servizio di altre quattro persone: 3 agenti della stradale e un funzionario della polizia locale di Como. I poliziotti avrebbero omesso di notificare centinaia di contravvenzioni elevate con il sistema tutor lungo l’autostrada Milano-Bergamo, falsificando la banca dati. Tra le contestazioni, vi è poi l’uso di auto di servizio a scopi privati e la cancellazione di contravvenzioni per eccesso di velocità o divieto di sosta elevate ai danni degli stessi indagati.

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