Martedì 01 Ottobre 2013

Enorme frana sulle Dolomiti

Crollata parete sopra Cortina

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Una enorme parete rocciosa larga circa 300 metri per un’altezza di 400 metri si è staccata all’alba di oggi da croda Marcora nel gruppo del Sorapis in Comune di Cortina d’Ampezzo.

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Il distacco è avvenuto ad un’altezza di 3.150 metri. Non si conoscono ancora le cause del movimento franoso. Il Sorapis é uno dei principali gruppi delle Dolomiti ampezzane e si trova tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore

Il crollo potrebbe essere stato causato dalle oscillazioni della temperatura tipiche dell’autunno. «Crolli di questo tipo sono abbastanza normali sulle Dolomiti’», ha detto il geologo Ganriele Scarascia Mugnozza, dell’università Sapienza di Roma. I cambiamenti di temperatura che avvengono dal giorno alla notte fanno continuamente espandere e contrarre la roccia, fino a provocarne la rottura.

Quattro anni fa, a circa 500 metri dall’area del distacco di oggi della parete del Ciadin del Laudo che ha riguardato il gruppo del Sorapis, c’ era stato un altro crollo. A confermarlo è Isidoro Furlan, vice questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato di Belluno, che in mattinata ha effettuato un sopralluogo aereo della zona. ’’Sempre sulle Dolomiti quattro anni crollò fa una delle 5 torri’’, ha spiegato Furlan che ha perlustrato l’area insieme a un funzionario del servizio forestale della Regione Veneto. Nessun danno a animali o persone anche perché ’’è una zona impervia, è difficile accedervi’’. ’’Ho visto nei dintorni ma non nelle vicinanze una grande presenza di giapponesi, ma da escludere che siano andati lì. A valle - ha aggiunto - c’è un sentiero ma in sicurezza’’. Salvi anche alcuni gruppi di camosci che sono riusciti a scappare e a mettersi in salvo. Il crollo, che ha riguardato un fronte di circa 200 metri, è dovuto ’’a un fatto fisiologico. Non è causato nè da eventi sismici nè meteorologici’’, spiega Furlan. ’’Il materiale a terra è di 1500-2000 metri cubi di pietrame. Il crollo si vede molto bene dal passo Tre Croci’’. ’’Fa sempre dispiacere vedere una parete delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco che crolla’’, conclude Furlan. (

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