Giovedì 04 Settembre 2014

Erba, punta dipinto gotico

nella chiesa del Settecento

1 L’affresco all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena, a Crevenna 2 La facciata3 Don Ettore Dubini

Il patrimonio artistico erbese si arricchisce di un’importante scoperta, avvenuta nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Crevenna. Un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino è emerso dalla parete portante che separa la navata dall’altare.

Affiorato come una gemma dalla roccia, è un ritrovamento sorprendente in una chiesa settecentesca: il dipinto infatti risale a secoli prima, presumibilmente al periodo tardo gotico.

«Sapevamo della sua esistenza, documentata nel cronico della parrocchia, ma non avevamo idea di dove si trovasse con precisione» dice don Ettore Dubini, parroco di Santa Maria Maddalena, la chiesa di Crevenna la cui facciata era stata sottoposta a lavori di restauro svelati in occasione della festa patronale a luglio. L’affresco invece è venuto alla luce soltanto negli ultimi giorni, ed è stato presentato ai fedeli nel corso della messa di domenica: si è resa necessaria una settimana di lavori - eseguiti da Giuliano Maggioni e Ilaria Venini, gli stessi tecnici a cui si deve il restauro della facciata - per rimuovere l’intonaco che ricopriva il dipinto.

«Abbiamo eseguito una stratigrafia sulla parete laterale ed è comparso il bellissimo dipinto di autore ignoto che raffigura la Madonna con il Bambino - racconta il sacerdote - È quel che resta dell’affresco sulla cui datazione abbiamo qualche dubbio. Dovrebbe essere della seconda metà del ‘500, ma la presenza di elementi gotici, come il trono dove è seduta Maria, e l’assenza di prospettiva ci fa pensare che sia di epoca precedente al Rinascimento, appunto relativo al periodo tardo gotico».

Anche i lineamenti affilati e nordici del volto della madre, nonché i colori piatti utilizzati dall’anonimo artista, fanno supporre che si tratti di un’opera molto più antica: «È uno sguardo dolcissimo quello che la Madonna rivolge al Bambino» aggiunge don Ettore. «Ancora una volta, dopo il restauro, la nostra chiesa ci sorprende per la sua bellezza. E pensiamo che ci siano altri affreschi sparsi sulle pareti originarie della chiesa, che è stata totalmente rimaneggiata nel Settecento. Ma già a fine Cinquecento molti dipinti murali potrebbero essere stati cancellati o coperti su indicazione di san Carlo Borromeo».

Franco Tonghini

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