Expo, Lucini replica a Sgarbi  «Spazi espositivi già esauriti»
Uno degli incontri in preparazione de “Il canto della terra” per Expo

Expo, Lucini replica a Sgarbi

«Spazi espositivi già esauriti»

ll sindaco: «Non serve un evento speciale, il calendario è ricco»

E sulle parole del critico: «Mi rammarico che non sia informato»

«Quest’anno ci sarà un calendario di iniziative culturali e di intrattenimento molto fitto e denso che non nasce quest’anno e non muore quest’anno, ma che via via si implementa». sceglie questa strada il sindaco Mario Lucini per replicare al critico d’arte e responsabile delle Belle Arti per Expo Vittorio Sgarbi. Sgarbi aveva detto: «Non abbiamo fatto nessun accordo con l’amministrazione. La casella di Como è vuota benché io l’avessi riempita con l’ipotesi di percorso che va da Sant’Abbondio a San Pietro a Civate» e aveva anche contestato ancora una volta il monumento di Libeskind, quando l’amministrazione non si era nemmeno ricordata del compleanno numero 270 di Alessandro Volta.

«Tutti gli spazi espositivi - aggiunge Lucini - sono occupati per tutto l’anno. Le iniziative che saranno organizzate sono state rese note al ministero e ad Expo attraverso Sistema Como. Se c’è un problema di circolazione delle informazioni in Expo me ne rammarico poiché non mi sembra normale che Sgarbi non conosca tutti i contenuti. Abbiamo già eventi come “Il canto della terra” e non penso che ci sia bisogno di un evento specifico per Expo». E conclude dicendo: «Di rassegne e appuntamenti ce ne sono già tanti e adesso verranno messi in una cornice adeguata, così come tutti gli itinerari culturali, che sono parecchi».

Dal canto suo l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini dice: «Per poter parlare di una situazione bisogna conoscerla e le valutazioni fatte da lontano senza conoscere quello che si sta facendo non sempre sono obiettive». E aggiunge: «A volte sembra che l’Expo venga visto come un punto d’arrivo. Il discorso per quanto mi riguarda è diverso. Expo non è l’obiettivo di tutto il mondo, se mai è uno strumento con cui possiamo crescere in vista di obiettivi di più ampio respiro. Il futuro della città non è l’Expo e mettere in piedi qualcosa di specifico esclusivamente per quello sarebbe stato forse più facile ma certamente meno produttivo di quanto abbiamo programmato. Abbiamo potenziato le attività già esistenti, quelle che ci sarebbero state e ci saranno indipendentemente». No alle iniziative spot insomma, perché quando bisogna investire risorse pubbliche la città deve averne un vantaggio e questo è possibile con una prospettiva almeno di medio periodo. È vero se mai, secondo Cavadini, che sarebbe stato meglio avere pronte prima le iniziative pensate per Expo.


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