Gli Amici di Como: «Libeskind, paghiamo noi anche l’Iva»

L’associazione garantisce i 103mila euro che gravano sul Comune. Il progetto del monumento è in ritardo.

Gli Amici di Como: «Libeskind, paghiamo noi anche l’Iva»
Daniele Brunati e Silvio Santambrogio con il direttore dello studio Libeskind e l’assessore Lorenzo Spallino

Con una lettera recapitata a Palazzo Cernezzi l’associazione Amici di Como annuncia ufficialmente l’intenzione di donare all’amministrazione comunale, oltre al monumento di Daniel Libeskind, anche i soldi che avrebbe dovuto sborsare il Comune per l’Iva legata ai lavori di consolidamento della diga foranea: quei 103mila euro sui quali erano nate le polemiche di di queste settimane incentrate sulla “donazione a pagamento”.

La lettera dell’associazione Amici di Como è stata recapitata proprio poche ore prima della seduta di consiglio comunale con all’ordine del giorno l’assestamento di bilancio che prevedeva, alla voce uscite, anche i 103mila euro per l’Iva legata all’operazione Libeskind.

Resta il problema dei tempi per portare a termine l’intervento. Il progetto esecutivo non è ancora arrivato e il ritardo rispetto alla tabella di marcia inizia a diventare significativo (si era parlato di una consegna entro dieci giorni dal sopralluogo del 28 ottobre scorso). Non sarà facile riuscire a inaugurare l’opera il 1° maggio dell’anno prossimo, in concomitanza con l’apertura di Expo, come previsto.

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