Sabato 18 Gennaio 2014

Como, parlano i professionisti

«Ogni giorno stesso squallore»

Scritte sui muri nella zona dei Portici Plinio

Como

Como è la città dei contrasti. Si passa dalla bellezza di piazza San Fedele e di piazza Volta alla sporcizia dei portici sul retro del Coin e al degrado totale di piazza Gobetti.

«Basterebbe pulire»

La maestosità del duomo e la storia del Broletto stonano con i graffiti lasciati sui portoni, sui gradini e sulle colonne di piazza Grimoldi, e i Portici Plinio, bui e sporchi sembrano,un mondo a parte rispetto a piazza Cavour.

Se i comaschi alla sporcizia, al verde incolto, alle scritte, sono abituati, chi per lavoro crea o vende il bello, sia esso un giardino, un abito o un pezzo di arredamento chic, a queste cose fa caso. Anche se, a dire la verità, anche loro devono pensarci un po’ su, visto che non si tratta di rovine improvvise, ma di brutture a cui purtroppo l’occhio si abitua.

«Mi prende alla sprovvista - dice per esempio Moritz Mantero - A Como, purtroppo, ci sono tante cose brutte e a volte è meglio non accorgersi per non voler vedere. Per esempio, una cosa in cui mi imbatto tutte le mattine e tutte le sere, andando e tornando da casa, è la rete di cinta di Villa Olmo e delle serre. È arrugginita e in alcuni punti mancano pure dei pezzi.Non servirebbe chissà quale intervento, basterebbe anche l’intervento di uno sponsor produttore di vernici e qualche buon artigianio. Io credo che sarebbero disponibili per migliorare questa parte che è proprio all’ingresso della città. Perché in realtà gli obbrobri sono talmente tanti, come il degrado della fontana di Camerlata, che ormai non ci si fa neanche più caso».

Emilio Trabella presidente della Societò ortofloricola comense dice che andando in giro con un fotografo le brutture da documentare comporrebbero un dossier ma il verde dalla rotonda tra Como e Grandate non si può guardare.

E Irina Cipriani, di CipGarden dice: «Il lungolago oscurato, un dolore al cuore»

© riproduzione riservata