Il Comune scopre 150 evasori
Nel mirino chi ha il posto barca

Comasco dichiara 500 euro lordi al mese, ma nel suo posto a porto marina c’è un motoscafo di 6 metri

Sette accertamenti su dieci del servizio recupero tributi finiscono con una segnalazione al fisco

Como

Il suo reddito annuo ufficiale è di 500 euro lordi. Roba da ragnatele nel portafoglio e assegno sociale. Ma al porto marina, nel posto affittato a suo nome, è ormeggiato un potente motoscafo di oltre sei metri di lunghezza.

È cominciata dai titolari di un posto barca la caccia del Comune di Como agli evasori fiscali, ai falsi poveri che aggirano il pagamento delle tasse.

Duecento verifiche

In realtà Palazzo Cernezzi ha iniziato la lotta all’evasione fiscale solo quest’anno, a dispetto di altre amministrazioni comunali lombarde che contano da anni - ormai - di squadre di specialisti nella ricerca dei furbetti delle tasse.

Eppure, nonostante un vita recente, sono già 150 i comaschi sospettati di aver nascosto il proprio tesoretto al fisco e segnalati all’Agenzia delle entrate per gli approfondimenti del caso. Il settore servizio recupero evasione fiscale - nato ufficialmente a settembre sotto l’assessorato di Giulia Pusterla e coordinato dal dirigente Luca Baccaro - fino a giugno poteva contare soltanto su due dipendenti part time e, tuttora, su banche dati incomplete.

Mancanze che non hanno intimidito gli “agenti” del fisco di Palazzo Cernezzi, che incrociando una serie di dati hanno messo sotto la lente la posizione di circa duecento residenti, arrivando a inviare all’Agenzia delle Entrate ben 150 segnalazioni qualificate, ovvero mini dossier in cui vengono elencati i motivi per cui si sospetta di essere incappati in un possibile evasore.

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