Il Comune non molla i 13 milioni  Comodepur, arrivederci in tribunale
I rapporti tra il Comune e Comodepur sono regolati da una convenzione del 1976 (Foto by archivio)

Il Comune non molla i 13 milioni

Comodepur, arrivederci in tribunale

La giunta ha deciso di “resistere” in giudizio alle pretese della società di gestione - Secondo la convenzione firmata nel 1976, Palazzo Cernezzi dovrebbe riscattare l’impianto

Comodepur, il Comune si prepara alla battaglia legale.

La giunta ha deciso di costituirsi nel procedimento giudiziario mosso in tribunale, a Como, dalla società che gestisce l’impianto di depurazione di viale Innocenzo XI.

Palazzo Cernezzi, per una somma di 54mila euro, si è affidato allo studio legale Dl&M di Bergamo, avvocati Andrea Di Lascio e Saul Monzani.

Le decisioni assunte in questi ultimi giorni dall’amministrazione sono state tutte pubblicate all’albo pretorio.

La vicenda è nota. Lo scorso 12 febbraio Comodepur aveva citato il Comune in tribunale chiedendo la bellezza di 13 milioni di euro. Il contenzioso riguarda la proprietà del depuratore di viale Innocenzo. Secondo il consorzio - partecipato al 30% dal Comune - sulla base della convenzione stipulata all’avvio dei lavori nel lontano 1976 l’ente locale deve riscattare l’impianto nel momento in cui la società viene a cedere le strutture.

Com’è noto da quest’anno, su base provinciale, per la gestione idrica le amministrazioni comunali hanno fatto nascere un nuovo ente, “Como Acqua”. «Si esprime parere favorevole alla costituzione del Comune - si legge nella delibera di giunta votata all’unanimità il 21 marzo - nel procedimento giudiziario promosso da Comodepur innanzi al tribunale ordinario di Como».

Il voto della giunta si basa sulla determina firmata dal dirigente del settore del servizio legale Marina Ceresa. L’atto spiega che la giunta già nel settembre del 2018 aveva chiesto un parere legale sulle pretese avanzate da Comodepur. Parere che era stato fornito proprio dall’avvocato Di Lascio, lo stesso legale a cui ora l’amministrazione si affida per la difesa.

Peraltro la maxi causa crea problemi al Comune anche in sede di bilancio, dove deve essere previsto un accantonamento in via prudenziale. Il conto richiesto da Comodepur comprende anche un conguaglio per una proroga di gestione e tocca dunque quasi 14 milioni di euro.


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