Il Consiglio sul web  piace ai marianesi

Il Consiglio sul web

piace ai marianesi

Il debutto in streaming del Consiglio comunale è stato seguito da poco meno di 400 cittadini che hanno guardato da casa – attraverso computer, smartphone o tablet – l’assemblea municipale di lunedì sera sera.

Alle 22,30 c’erano stati 241 contatti con 53 spettatori simultanei che hanno ascoltato il dibattito politico per 17 minuti di media, mentre alle 00,28 (ultimo dato disponibile) le riproduzioni erano in totale 357, con 20 utenti collegati in quel momento e una media di ascolto di 27 minuti.

Se, però, l’obiettivo era quello di non perdersi la mozione presentata da Andrea Ballabio (Forza Italia) per chiedere le dimissioni del sindaco Giovanni Marchisio o il congelamento delle deleghe al vice Fermo Borgonovo per il caso dell’uso improprio di un terreno pubblico davanti all’abitazione di quest’ultimo, le attese sono state deluse.

E non senza polemiche. Alle 2 del mattino, infatti, avendo esaurito solo 8 dei 14 punti all’ordine del giorno (la mozione di Fi era la penultima), Ballabio ha chiesto di aggiornare la seduta a ieri sera: «Vista l’importanza degli argomenti ancora da trattare e non facendo come voi solo i politici di mestiere, chiediamo di rivederci fra 24 ore».

Di contro il capogruppo del Pd, Giuseppe Redaelli, ha proposto di esaurire gli argomenti e infatti la maggioranza ha bocciato la richiesta di Ballabio.

Immediata la reazione delle minoranze: Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle hanno ritirato le loro mozioni, cancellando di fatto l’ordine del giorno da discutere. Ma il clima si è fatto rovente: «Altro che palazzo di vetro – ha sbottato Giovanni Alberti (Lega) fuori dall’aula -: hanno trasformato il municipio in un palazzo di ghisa. Il voler procedere a oltranza ha un solo significato: fare in modo che quando fosse arrivata la mozione sulle dimissioni, non ci fosse più nessuno, né in sala, né collegato da casa, ad ascoltare. Il centrosinistra ha paura del confronto e vuol far passare temi così delicati sotto traccia».

Quella di lunedì è stata una serata combattuta perché la maggioranza ha proposto di annettere i 646 ettari di terreno marianese facenti parte del parco della Brughiera Briantea (il Plis) al parco regionale delle Groane (a favore il centrosinistra e i grillini, contrari Fi e astenuta la Lega), ma di contro ha bocciato la mozione degli azzurri che chiedeva di cancellare la vendita a un privato di un terreno comunale di 11.100 mq (valore di circa 200 mila euro) in località Scesa, all’interno del Plis.

«Vendere un pezzo di Mariano è un errore», sostengono le opposizioni, ma la maggioranza ha assicurato che «non cambierà la destinazione agricola e comunque bisognerebbe creare degli accessi spendendo altri soldi».


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