Insegne, piovono sanzioni
Ai negozianti già 2100

Polemica e protesta in città per gli accertamenti che l’agenzia Ica sta svolgendo sull’imposta sulla pubblicità dovuta dai commercianti

L’agenzia che si occupa della riscossione per conto del Comune l’imposta sulla pubblicità batte cassa e scatena la polemica. Ai commercianti comaschi è stato chiesto un milione e 100mila euro (tra tassa, sanzioni e interessi di mora) e l’agenzia ha già inviato 2.137 accertamenti. Nel dettaglio, 244 riferiti a imposte dovute nel 2011, altri 703 relativi al 2012 e 1.190 per quest’anno.

I numeri, forniti dall’agenzia al Comune, rendono l’idea della raffica di lettere ricevute in questi giorni dai commercianti. E spiegano le code negli uffici della società Ica, in via Dottesio.

Sopralluoghi e fotografie

Molte delle persone finite nel mirino - ieri abbiamo raccontato alcuni casi e oggi facciamo lo stesso - contestano le sanzioni, parlano di errori e di cifre esorbitanti. Ma il Comune si difende, così come il direttore dell’agenzia Roberto Persenico.

Negli uffici di Palazzo Cernezzi fanno notare che le regole sulle imposte di pubblicità (targhe, affissioni, vetrofanie, manifesti) sono chiare e forse le proteste arrivano ora perché, in passato, il Comune non effettuava molti controlli mirati. Dal 1° gennaio di quest’anno il servizio è stato affidato all’esterno e la società Ica ha sguinzagliato personale per scovare eventuali evasori. Sopralluoghi con tanto di fotografie, poi sono state spedite le lettere. E altre ancora potrebbero partire a breve, quando scatteranno verifiche a tappeto sull’occupazione di suolo pubblico.Su La Provincia in edicola un ampio sevrizio.

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