Iva al 22%, i negozi:
«Non si sa cosa fare»

Commercianti e imprese nel caos. Monetti: «Sommersi di telefonate, nessuna comunicazione»

Protestano anche gli artigiani: «Il Governo è ancora convinto che facciamo le fatture a matita»

Centralini roventi, pioggia di mail, la rabbia di dover navigare a vista (anzi, avvolti dalla nebbia) di fronte a un aumento dell’Iva al 22% che graverà su una famiglia media con 200 euro all’anno. Ieri le associazioni di categoria sono state prese d’assalto, anche perché sono l’unica luce che si sforza di dare risposte chiare.

«È l’ennesima vicenda all’italiana - sospirava ieri il direttore di Confcommercio Graziano Monetti - che purtroppo sta caratterizzando le imprese come tutti i cittadini ormai negli ultimi anni».

Scuote la testa anche Francesco Chirico, segretario di Confartigianato: «Già si è saputa dell’eventualità venerdì sera: con due giorni bruciati, perché nel weekend non usciva il tecnico per l’aggiornamento. Oggi? Un delirio».

Enzo Fantinato, funzionario di Cna: «Oggi tantissimi hanno chiamati, volevano capire come comportarsi».

Anche l’agricoltura è in rivolta: «L’aumento dell’Iva non penalizza solo i beni agroalimentari cui essa è soggetta, come ad esempio i nostri vini o gli alcolici» sottolineano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco.

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