La Questura mette la scorta a luoghi di culto, banche e giornali

La Questura mette la scorta a luoghi di culto, banche e giornali

Invitata la polizia locale a una collaborazione per monitorare il Duomo, gli ospedali, le banche, le caserme, le scuole e anche le redazioni

Dopo la rassicurazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano («il monitoraggio degli obiettivi sensibili proseguirà con grandissimo impegno») la lettera della Questura alle polizie locali era quasi scontata.

Eppure una certa impressione la fa, la missiva recapitata in questi giorni ai comuni della provincia per chiedere una collaborazione sul monitoraggio promesso dal ministro anche sul nostro territorio.

Nella comunicazione ricevuta dai comandi delle polizie locali, quella di Como inclusa, il questore elenca quella che è la lista dei luoghi sui quali si chiede maggiore attenzione e passaggi frequenti, perché considerati a rischio dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi. Anche se la polizia tende a rassicurare e a non creare allarme, resta il fatto che - come anticipato da Alfano - «i servizi sono stati rimodulati e potenziati davanti a tutti gli obiettivi sensibili». A Como, tanto per fare un esempio, la Questura invita la polizia locale a una collaborazione per monitorare i luoghi di culto, in particolar modo il Duomo, gli ospedali, le banche, le caserme, le scuole e anche le redazioni dei giornali.

Nessun presidio fisso, ovviamente, né scorte armate all’esterno dei luoghi sensibili. Quanto, piuttosto, passaggi frequenti da parte delle forze di polizia nei punti maggiormente a rischio. Un tema formalizzato nella lettera, ma già oggetto dell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura.


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