Lunedì 25 Novembre 2013

La rabbia dei pendolari:

«Il Comune ci abbandona»

1Soffitto ammalorato sopra i tabelloni luminosi alla stazione 2 Cade l’intonaco dai soffitti delle pensiline 3 Rifiuti abbandonati sulla banchina della stazione

«I problemi legati ai trasporti ferroviari che interessano il capoluogo sono tanti. Peccato che le istituzioni continuino a restare assenti ai tavoli con Regione e Ferrovie».

È dura la reazione dei portavoce dei comitati pendolari all’indomani dell’invio, da parte del Comune di Como di una durissima lettera in Regione in cui, a finire sotto accusa, sono l’immobilismo della stessa Regione e delle Ferrovie.

La prima “colpevole” per aver lasciato cadere nel vuoto la realizzazione del collegamento tra linea Fs e Nord in via Scalabrini. La seconda “rea” d’aver promesso a Comune e Camera di commercio lavori, per un’ammontare di 4 milioni, da svolgersi tra quest’anno e il 2015. Interventi rimasti lettera morta. Tranne qualche monitor e alcuni apparecchi per la diffusione sonora.

«Eppure - denuncia Matteo Mambretti , rappresentante pendolari in conferenza regionale - giovedì si è svolto al Pirellone un tavolo di quadrante con Trenord, Rfi e dirigenti regionali a cui sono stati invitate anche le istituzioni. Come al solito, si sono presentati sindaci, assessori e dirigenti dei Comuni del milanese, del monzese e della zona di Lecco - puntualizza - Ma, da Como non è arrivato nessuno. Ancora una volta - scandisce - siamo stati lasciati soli a portare avanti le istanze del territorio con Regione e Ferrovie».

Inoltre, «alla luce dei tagli annunciati dal Governo, si prospetta una situazione sempre più penalizzante per il futuro di Como - fa eco Ettore Maroni , portavoce pendolari per la linea Milano-Como-Chiasso - non comprendo come possano le istituzioni accettare tutto questo».

Sotto la lente di Regione e Ferrovie sono finiti giovedì «l’inevitabile soppressione, a partire dal 15 dicembre, della tratta Albate-Camerlata del Tilo - spiega Mambretti - il fatto che da settembre Trenord ha soppresso all’improvviso le corse del sabato dei treni delle 11.46 da Chiasso e delle 13.09 da Milano Porta Garibaldi. E ancora, il cambio d’orario svizzero di giugno 2014 - precisa - che si porterà dietro la soppressione di 12 su 14 corse degli Eurocity. Tema sul quale abbiamo chiesto un Tavolo ad hoc per i primi mesi del 2014. Per non dire - continua - del fatto che le risorse per i lavori alla stazione San Giovanni sono a rischio. Tenuto conto che Rfi e il capoluogo dovrebbero prima chiarire quale ruolo strategico intendono dareballa stazione».

Gli amministratori comunali rimandano al mittente le accuse. «Agli incontri ho sempre presenziato - ribatte il sindaco Lucini- ora, Regione e Ferrovie, dopo i contatti degli scorsi mesi, si sono trincerati dietro al silenzio. Una chiusura che non possiamo più accettare».

Sara Ballabio

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