La scuola non vuole le canzoni di Natale Il sindaco: «Rifiutano la religione»
1 Giulia Cavicchioni, a sinistra, con alcuni ragazzi del Baule dei Suoni2 Il dirigente Flavio Pavoni

La scuola non vuole le canzoni di Natale
Il sindaco: «Rifiutano la religione»

Tavernerio, non si trova l’accordo sul repertorio musicale per la fiaccolata
Il preside: «Non c’è preclusione, ma scegliamo insieme i canti»

I canti natalizi sì, ma che non siano religiosi.

Fa discutere quanto è successo per l’organizzazione della fiaccolata paesana del 20 dicembre.

Dopo alcuni anni lo Sci club Tavernerio ha riproposto l’iniziativa, subito condivisa dal Comune, dalla biblioteca e dalle altre associazioni che hanno dato la propria disponibilità. Il programma prevede, intorno alle 20.30, l’arrivo della fiaccolata dalle diverse frazioni del paese al centro civico Livatino: qui il Baule dei suoni, associazione musicale, e il coro Amici del lunedì avrebbero suonato e cantato insieme ai bambini della scuole tre canti della tradizione natalizia: “Tu scendi dalla stelle”, “Bianco Natal” e “Jingle bells”.

Il problema però è emerso con le insegnanti della scuola, come conferma Giulia Cavicchioni, storico maestro e responsabile del Baule, che aveva dato la sua disponibilità gratuita a collaborare con le scuole per preparare i ragazzi: «Alcune insegnanti hanno avuto da ridire per il contenuto troppo religioso dei canti».

Sulla questione il dirigente scolastico, Flavio Pavoni, chiarisce e invita a non strumentalizzare: «Non ci sono preconcetti o preclusioni di carattere religioso - commenta - Il problema è di tipo organizzativo e di vera collaborazione. Si sarebbe potuti arrivare ad altri accordi su canti diversi ».

Il sindaco e assessore all’istruzione, Rossella Radice, conferma ed esprime amarezza: «La verità, senza girare intorno ai discorsi, è che non hanno voluto questi canti della nostra tradizione cristiana e cattolica».n


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