Lunedì 05 Maggio 2014

L’agente arrestato

spiava gli adulteri

La Questura di Como, dove da quindici anni lavora il sovrintendente di polizia arrestato la scorsa settimana

Como

Un classico degli investigatori privati: la caccia all’adultero. Con variante: la collaborazione - illegale, accusa la Procura - del poliziotto comasco finito in cella per corruzione e divulgazione di informazioni riservate.

Salgono a due i detective privati sotto inchiesta - e perquisiti - per il fascicolo che ha portato all’arresto di Cosimo Bersano, il sovrintendente in servizio all’ufficio volanti della questura cittadina che stando all’inchiesta della compagnia di Como della guardia di finanza si sarebbe venduto i segreti contenuti nelle banche dati della polizia.

Tra gli 007 accusati di concorso in divulgazione di notizie riservate compare anche Carlo Rocci, 50 anni comasco, titolare della “Investigate Rocci” con sede in centro città.

Indagine parallela

Sentito in Procura, il detective ha ammesso di essersi appoggiato in alcune occasioni al poliziotto comasco per carpire segreti utili alla sua professione, ma - ha detto alla presenza del suo legale - senza mai pagare nulla all’agente.

In particolare lo scorso mese di dicembre il sovrintendente Bersano si sarebbe prodigato per aiutare Rocci a dar la caccia a un presunto adultero comasco negli hotel termali dell’Alto Adige. Lo 007 con ufficio in città murata aveva ricevuto l’incarico da una donna quarantenne di cercare le prove del presunto tradimento del marito, un soccorritore pubblico.

Secondo le informazioni del detective privato l’uomo avrebbe avuto in programma una gita di piacere con la sua amante in qualche centro termale in provincia di Bolzano. E così avrebbe approfittato della suo conoscenza in Questura. Dopotutto, ha spiegato agli inquirenti, Bersano più volte si sarebbe proposto di aiutarlo con informazioni utili, in caso di bisogno.

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