Ex capo Sacaim: «Soldi a Galan»
Negli anni dell’appalto paratie

La confessione dell’imprenditore Alessandri nell’inchiesta sul Mose di Venezia. «Quelle tangenti? Il solo modo per far sopravvivere la mia azienda»

Negli anni in cui la Sacaim firmava il contratto per le paratie con il Comune di Como, il suo amministratore (di allora, adesso la società ha cambiato proprietà) pagava tangenti all’allora governatore del Veneto, Giancarlo Galan.

A dirlo non è una gola profonda desiderosa di vendetta, ma lo stesso imprenditore, l’ex amministratore della Sacaim spa Pierluigi Alessandri. Il quale affida la scomoda verità a un interrogatorio finito nel fascicolo sullo scandalo Mose. Il verbale dell’ex patron della società vincitrice dell’appalto paratie fa parte degli atti depositati dalla procura di Venezia al tribunale del Riesame, che nei giorni scorsi ha rigettato l’istanza di scarcerazione dell’ex Doge veneto.

Ecco le parole di Alessandri: «Ho avuto modo di parlare con Galan (governatore di Forza Italia) delle difficoltà della mia impresa. Mi disse che avrebbe visto cosa avrebbe potuto fare, purché da parte mia fossi stato disponibile a far parte della cerchia degli imprenditori a lui vicini». Ancora Alessandri: «Ho corrisposto a Galan 115mila euro tra il 2006 e il 2007, poi ho fatto gratuitamente dei lavori alla sua casa di Cinto Euganeo», per 100mila euro e «conclusi nel 2009».

Proprio in quegli anni Sacaim diventava l’impresa vincitrice dell’appalto che avrebbe trasformato la città di Como in un cantiere infinito, e dai costi più che raddoppiati. Le elargizioni di mazzette e favori a Galan ovviamente nulla hanno a che vedere con le paratie di Como, ma resta inquietante il fatto che il patron dell’impresa che si è occupata - e che si occuperà, con un’altra proprietà - del cantiere più importante di Como era pronto a ungere gli ingranaggi della politica, perché «purtroppo il sistema era questo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA