“Liberi e uguali”, la lista è già pronta  Regionali, ecco i nomi lecchesi
Si lavora alle liste in vista delle elezioni regionali (Foto by archivio)

“Liberi e uguali”, la lista è già pronta

Regionali, ecco i nomi lecchesi

Sono Federico Amaretti, Maria Bono, Silvia Brianti ed Emanuele Manzoni

Liberi e uguali definisce nomi e strategie per le regionali di marzo.

La notizia più importante in chiave nazionale è la corsa in solitaria di Onorio Rosati, in rappresentanza di Sinistra Italiana, Possibile e Articolo 1, e senza alcuna possibilità di sostegno alla candidatura di Giorgio Gori. D’altro canto, la vera notizia del cartello elettorale di sinistra sul nostro territorio è che Liberi e Uguali è anche la prima lista a chiudere i giochi di valutazione dei vari direttivi e consegnare agli elettori il filotto di quattro candidati.

Prima del Pd, prima di Forza Italia, prima della Lega, che sfrutteranno fino all’ultimo giorno possibile per trovare la quadra sui nomi in ballo. Non prima del Movimento 5 Stelle, che già aveva messo a referto le candidature di Mary Fogli, Elena Calogero e dei casatesi Christian Perego e Fabio Bramati. In quel caso, però, il meccanismo del voto web degli iscritti aveva tagliato le gambe a qualsiasi gioco politico già tre settimane fa. Come dicevamo, ecco appunto formata la compagine di sinistra che punta al Pirellone. Il più giovane sarà Emanuele Manzoni, eletto nel 2016 consigliere comunale di Garlate, classe 1990, uno degli organizzatori della biciclettata multiculturale contro il sindaco di Pescate, Dante De Capitani. Da Mandello, invece, la candidatura di Silvia Brianti, coinvolta nel mondo Equo solidale, ex rappresentate Rsu del Tubettifico Europeo.

Quindi, Federico Amaretti, fuoriuscito dal Pd e dal 2009 consigliere comunale di Valmadrera (è anche capogruppo di maggioranza), a lungo a capo della consulta giovanile e coinvolto da Fausto Crimella nel direttivo provinciale del Pd, prima ovviamente di abbracciare l’esperienza di Articolo 1. Infine, l’insegnante lecchese Maria Bono, candidata nel 2009 sempre a Valmadrera nelle file di Rifondazione Comunista contro l’allora sindaco Marco Rusconi.


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