L’imprenditore Riva invita i writer  «Non sporcate, vi porto alla mostra»
I graffiti amici della città: un pregevole intervento di street art

L’imprenditore Riva invita i writer

«Non sporcate, vi porto alla mostra»

Giovani creativiLe opere saranno al centro di un’esposizione legata a Expo curata da Sgarbi «Rovinare un monumento è ovviamente sbagliato, i nostri spazi a disposizione dei ragazzi»

Como
Venite a prendere le tele e portate la vostra creatività di writer sotto gli occhi di Vittorio Sgarbi. Niente male come chance per un aspirante artista.Dopo aver presentato il progetto nelle scuole e aver raccolto i consensi dei primi ragazzi, l’imprenditore canturino Maurizio Riva rilancia: «Se ci sono giovani di Como che amano i graffiti e vogliono partecipare all’inaugurazione della mostra Expo Arte Italiana portando le loro opere, noi offriamo i pannelli».

Unico monito a questo punto, affrettarsi. A ritirare le tele che offre appunto la Riva1920. E poi a realizzare i graffiti, che vanno consegnati conclusi entro giovedì sera. I tempi sono stretti, ma ne vale la pena visto il palcoscenico che viene offerto.

Il capitolo dei writer votati a esprimersi sulle tele, e non sui monumenti, è infatti ritagliato con orgoglio all’interno di una selezione prestigiosa, che verrà inaugurata venerdì 19 giugno alle 17 a Villa Bagatti Valsecchi. Riva ne presiede la Fondazione. Nell’edificio prestigioso di Varedo, reso ancora più splendido grazie all’impegno di tanti volontari che l’hanno strappato al degrado (compreso quello inferto dai graffitari), ci sarà la possibilità di partecipare a un evento, che vede appunto anche la presenza di Sgarbi. Il critico ha curato la mostra con più di 300 opere di altrettanti artisti viventi. A questa rassegna Riva – d’accordo con l’imprenditore tessile Graziano Brenna, oltre che con lo stesso Sgarbi – ha pensato di affiancare uno spazio per i graffitari. Questo per spronarli a lasciar perdere l’atto di vandalismo che rappresenta imbrattare una facciata di una casa oppure di un palazzo nobile e valorizzare la loro arte con altre modalità.

Hanno raccolto l’appello alcuni ragazzi del Setificio “Paolo Carcano” e stimolato anche un dibattito. Perché a loro volta hanno rilanciato: «Vero, sporcare un monumento è sbagliato, ma un bel disegno su uno stabile abbandonato è diverso» per dirla con le parole di Elia Mariani. D’accordo coloro che si mobilitano per il decoro della città, come il gruppo “Per Como Pulita” o lo stesso vicesindaco Silvia Magni.


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