Naspi, al via il nuovo sussidio  per chi ha perso il lavoro

Naspi, al via il nuovo sussidio

per chi ha perso il lavoro

La durata massima sarà di 24 mesi: non potrà superare i 1.300 euro al mese e verrà ridotta del 3% al mese dopo i primi quattro. Avranno diritto al sussidio anche collaboratori e precari

Più conveniente per chi ha lavorato più a lungo ma penalizzante sotto il profilo dei contributi figurativi per le persone con retribuzioni più alte: al via ufficiale della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’Aspi e la mini Aspi si fanno i conti su vantaggi e svantaggi del nuovo sussidio che sarà affiancato da due nuovi trattamenti contro la disoccupazione che tuteleranno anche i precari (la Dis-coll) e coloro che hanno esaurito la Naspi e sono in condizione di bisogno (l’Asdi). Parte operativamente anche la Dis-coll, introdotta in via sperimentale per il 2015, con la circolare pubblicata dall’Inps: ci sono 68 giorni per presentare la domanda (entro il 4 luglio per le cessazioni avvenute tra il primo gennaio 2015 e la pubblicazione della circolare).

Nei giorni scorsi il ministero del Lavoro ha precisato che l’indennità contro la disoccupazione involontaria spetta anche a chi ha subito un licenziamento disciplinare. Dal ministero hanno anche assicurato chiarimenti sulla situazione degli stagionali, categoria che rischia con le nuove regole di avere il sussidio per meno tempo.

Ecco in sintesi vantaggi e svantaggi con le nuove regole:

LIMITE DURATA A 24 MESI INVECE DI 16 MESI NEL 2015: l’indennità viene erogata per la metà delle settimane retribuite negli ultimi 4 anni precedenti il licenziamento quindi se la persona ha lavorato in modo ininterrotto può avere l’indennità per 24 mesi (indipendentemente dall’età anagrafica che invece contava per l’Aspi) invece che per 16 (per l’Aspi agli over 55 nel 2015). La durata massima di fruizione della Naspi scende però a 18 mesi a inizio 2017. I lavoratori stagionali, in assenza di correzioni, dovrebbero avere quindi l’indennità per un numero di mesi inferiore rispetto all’Aspi.

SU IMPORTO PENALIZZATO CHI HA AVUTO CRESCITA PIU’ RAPIDA RETRIBUZIONE: la base dei calcolo per la Naspi è la media delle retribuzioni degli ultimi quattro anni (sono due anni per l’Aspi). Il sussidio è pari al 75% della retribuzione nel caso non superi i 1.195 euro. Se la retribuzione è più alta si aggiunge a 1.195 euro il 25% del differenziale tra questo e la retribuzione con un massimale per l’indennità di 1.300 euro. Il limite massimo è però più alto di quello Aspi (1.169 euro nel 2015)

DECURTAZIONE PIU’ ALTA PER CHI RESTA DISOCCUPATO PIU’ A LUNGO. Con la Naspi si ha una decurtazione dell’importo del 3% ogni mese dal quarto mese di fruizione (il taglio con l’Aspi era del 15% dopo il sesto mese e di un altro 15% dopo il dodicesimo). Se si prende l’indennità per 16 mesi le penalizzazioni alla fine sono del 30% con l’Aspi e del 39% con la Naspi.

TETTO A CONTRIBUZIONE FIGURATIVA, PENALIZZATE RETRIBUZIONI ALTE: la nuova Naspi prevede un tetto per la contribuzione figurativa nel periodo di fruizione della prestazione, limite che invece non era previsto per l’Aspi. Il massimale per i contributi è fissato a 1,4 volte l’importo massimo dell’Aspi (1.300 euro per il 2015) e quindi per quest’anno è a 1.820 euro. Secondo i calcoli della Fondazione studi dei consulenti del lavoro una persona che perde il lavoro con retribuzione di 4.500 euro al mese avrà accreditati solo 600,60 euro con una penalizzazione complessiva di contribuzione per un anno di sussidio di 10.612 euro. Un taglio netto che a un anno dalla pensione varrebbe 614 euro di pensione annua in meno.


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