Mercoledì 18 Dicembre 2013

Natale senza stipendio

per trecento professori

1In una foto d’archivio l’assegnazione delle cattedre agli insegnanti precari alla Magistri di Como 2 Una docente in cattedra 3 Anche le elementari sono interessate dal problema dei soldi per gli stipendi che arrivano in misura minore al necessario e in ritardo

I precari della scuola senza stipendio per Natale, a Como i casi sono circa 300.

Supplenti, contratti a tempo determinato, collaboratori e insegnanti non di ruolo stanno lavorando gratis da ottobre e rischiano di passare un Natale assai magro, con poco denaro.

La motivazione è fin troppo semplice: il mancato accreditamento degli stipendi è dovuto alla non completa emissione dei finanziamenti da parte del Ministero dell’Economia. Se arrivano fondi non sempre sono sufficienti. Giacomo Licata, rappresentante di Cgil Flc, spiega: «Arrivano pochi soldi e in ritardo, quelli che arrivano non bastano per pagare tutti i lavoratori della scuola. Sono i supplenti, insegnanti chiamati a sostituire colleghi per malattia o maternità, persone che lavorano da ottobre e non hanno ancora ricevuto la paga. Quantificare è difficile, ma tra Como e Provincia ci sono 70 istituti, ognuno ha almeno cinque supplenti».

Anche di più, nel comprensivo Como Borgovico superano la decina, l’istituto non ha risorse per staccare gli assegni di dicembre. Nell’istituto Prestino Breccia al momento le risorse non bastano per pagare le mensilità di novembre e dicembre, situazione analoga a Como Borghi e e a Como lago come spiega la dirigente Ada de Santis: «Confermo che nel comprensivo cittadino abbiamo lo stesso identico problema»..

Una sofferenza generalizzata. Adria Bartolich per Cisl Scuola ragiona: «Il personale determinato è ormai abituato ad essere pagato in ritardo, in media si riceve la paga dopo un mese e mezzo. Il motivo però in passato era dovuto a ragioni burocratiche, ora invece c’è effettiva carenza di liquidità». Contrattazioni bloccate, problemi con le piattaforme informatiche del ministero, ora invece mancano proprio i soldi.

Angelo Cassani per il sindacato Snals dice: «Dobbiamo ribattere con richieste di risarcimento danni e denunce, altrimenti succederà ancora. Non si può lavorare senza retribuzione. È già accaduto per problemi tecnici, per i meccanismi di assunzione dei determinati, ma che non ci siano fondi è inammissibile». Non solo, ora

Le scuole devono affrontare anche un altro nodo: chi pagare per primo. Se la copertura finanziaria è risicata occorre scegliere chi e quanto pagare. In un comprensivo di Prato si è scelto il criterio del sorteggio, poi bollato dal Ministero come inadeguato. Le scuole di Como stanno procedendo per proporzione: pagare tutti poco.

Come racconta Michele Giacci dirigente a Prestino: «Iniziamo a pagare poco tutti. La questione è complessa , dipende dai casi. Ai supplenti che hanno lavorato poche ore si chiede di pazientare preferendo saldare prima il conto di chi ha insegnato per un monte ore corposo». Si valutano anche le urgenze, magari la rata del mutuo, di certo non i regali di Natale.

Sergio Baccilieri

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