NUOVA FRANA IN BREGAGLIA,   DISAGI PER MIGLIAIA   DI FRONTALIERI DIRETTI IN SVIZZERA
Bondo, la strada vista dall'altofoto Azzola

NUOVA FRANA IN BREGAGLIA,

DISAGI PER MIGLIAIA

DI FRONTALIERI DIRETTI IN SVIZZERA

La strada che porta al confine è ora interrotta. Il piccolo paese di Bondo in gran parte è stato evacuato. Non si registrano al momento feriti.

Seri disagi per migliaia di frontalieri che lavorano in alberghi, ristoranti e cantieri edili in Svizzera, a causa di una frana di grosse proporzioni caduta nella notte, causa i forti temporali, e una più piccola stamattina in Val Bondasca, nel territorio di Bregaglia, a pochissimi chilometri dal confine con l’italiana Villa di Chiavenna. La strada che porta al confine è ora interrotta. I lavoratori sono costretti a transitare dallo Spluga o dal Bernina. Il piccolo paese di Bondo in gran parte è stato evacuato. Non si registrano al momento feriti.

La frana che ha causato la colata di detriti più consistente si è verificata ieri intorno alle 21,30 durante un violento temporale. Diverse rocce si sono staccate dal Pizzo Cengalo, che una decina di giorni fa, era mercoledì 23 agosto, ha scaricato a valle una gigantesca frana, stimata in circa 4 milioni di metri cubi di materiale, provocando vittime (sono otto gli alpinisti dispersi di cui non si sa più nulla e le cui ricerche sono state interrotte) e distruzione. Lo smottamento ha percorso la Val Bondasca raggiungendo il bacino di contenimento di Bondo, ha poi riempito quest’ultimo e ricoperto la nuova strada cantonale nonché il letto del fiume Mera. Lo smottamento, come detto, ha interessato pure la vecchia strada cantonale, bloccando così l’accesso alla valle.

Anche villaggi vicini hanno dovuto fare i conti con questa nuova emergenza. La località di Promontogno è rimasta senza corrente elettrica. A Spino sono state danneggiate diverse case, gli abitanti e gli ospiti di un albergo hanno dovuto essere sfollati. Due persone anziane, bloccate in un edificio, sono state soccorse dalla Rega.

A Promontogno, Sottoponte e Bondo alcune abitazioni sono state completamente distrutte. Ricoperte di detriti anche alcune strade del villaggio di Bondo che erano inizialmente state risparmiate dai primi smottamenti della settimana scorsa.

Nel frattempo, la Regione Lombardia ha effettuato una stima del materiale che si depositato lungo i 25 chilometri dell’asta del fiume sul territorio italiano. Da Villa di Chiavenna alla foce del lago di Mezzola. Si parla in totale di 200mila metri cubi di materiale. Ieri sono arrivate in valle tre squadre di vigili del fuoco per operare in alveo e creare canali per facilitare il deflusso del materiale a Mese, Gordona e Villa di Chiavenna. Sul sito del Comune di Bregaglia è presente il piano di evacuazione, costantemente aggiornato oltre a tutte le altre informazioni relative al fenomeno franoso e alla viabilità.

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