Otto coraggiosi si tuffano  nell’acqua gelida del lago

Otto coraggiosi si tuffano

nell’acqua gelida del lago

L’insolito augurio di buon anno compiuto da sei uomini e due donne, campioi di lotta

Un tuffo coraggioso nel lago per celebrare il Capodanno: a fare gli auguri con questo bagno nell’acqua gelida sono stati otto lottatori, sei uomini e due donne.

Si sono riuniti al Monumento ai Caduti attorno alle 11.30 del mattino, poi si sono avviati alla vicina spiaggetta del monumento per spogliarsi, rimanendo vestiti solamente con un body da lotta. Sono tutti lottatori, appunto, del Club Atletica Pesante, sodalizio sportivo cittadino di lotta olimpica attivo dal 1960.

Alcuni di essi hanno anche tentato qualche bracciata a nuoto, meritandosi gli applausi di una piccola folla accorsa per non mancare all’evento. «Una piccola follia che ho avuto piacere vivere in prima persona» dice Christian Cantarone, lottatore quarantenne che si è buttato in acqua a stretto contatto con Daniele Spettoli, suo compagno di squadra di tante battaglie lottate sul tappeto di gara.

«Non credevo di poterci riuscire, ma quando sono arrivata in riva al lago e ho visto i miei compagni di squadra, mi è venuto il coraggio, ora sono stra felice di aver fatto il mio primo cimento invernale» ha detto Carola Sorrentino, mamma trentacinquenne, negli anni ’90 più volte Campionessa Italiana di lotta libera. C’era anche Wladymyr Petruk, quattro volte campione nazionale di lotta greco-romana, 19 anni, fresco diplomato al Liceo Scientifico sportivo di Cantù. «La lotta è uno sport che ti forgia a saper affrontare qualsiasi esperienza e il cimento di oggi è la naturale dimostrazione di questo».


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