Venerdì 02 Maggio 2014

Quattro comaschi sulle Ande

A seimila metri a 80 anni

Durante una salita

Como

Rino Zocchi è appena rientrato da una spedizione in Bolivia con 13 sci alpinisti appartenenti a diverse sezioni Cai. Partenza il 2 aprile, rientro il 25. Il signor Zocchi ha ottant’anni, ma anche l’entusiasmo e la forza di un ragazzino. Basta guardare al programma dei venti giorni trascorsi su e giù per le Ande.

Scalata di riscaldamento del Tanga Tanga (4.800 metri), scalata del Jish’ka Pata (5.510 metri), scalata del Huayna Potosi (6.088 metri). Gran finale:prima scalata con gli sci del Chearoco (6.127 metri di altezza).

«In realtà ci siamo fermati a 6mila metri a causa del cattivo tempo che ha compromesso anche la discesa.Non si vedeva più niente», racconta Zocchi. In montagna, quando il tempo cambia diventa tutto più difficile; ci sono i crepacci ed è complicato evitarli. Zocchi, che come i suoi compagni di avventura, è istruttore di sci alpinismo, la prima spedizione extra europea la organizzò nel 1967, Groenlandia. Ha fondato il Gaisa (Gruppo amici internazionali di sci alpinismo) che oggi conta 60 soci in seno al Cai.

Alcuni componenti della sua spedizione sono scesi in mountain bike da 4.800 a 1.300 metri :3.500 metri di dislivello, dalla vetta di una montagna alla foresta amazzonica, per un tragitto di circa 60 chilometri lungo un percorso tristemente famoso per i tanti incidenti, anche mortali, che vi si sono verificati. Sono state impiegate 5 ore.

Alla spedizione in Bolivia hanno partecipato anche tre donne: Laura Frigerio di Como, Paola Lucchinetti di Chiavenna e Maria Claudia Negri, di Milano.Oltre a loro, nel gruppo c’erano anche i comaschi Giacobbe Barindelli e Alberto Bianchi, Guido Barindelli di Esino,oltre al sondriese Camillo della Vedova, ai chiavennaschi Matteo Balatti, Mauro Bongianni e Franco Deghi, a Mario Bertoldini di Premana, Angelo Brambilla di Milano e Pier Renzo Scian, di Imperia.

© riproduzione riservata