«Quel bimbo è troppo vivace»

E non mandano i figli a scuola

Protesta alle scuole di Montano, ma già il giorno dopo tutti gli alunni erano in classe Il dirigente: «Scelta inqualificabile sotto il profilo pedagogico e umano»

«Quel bimbo è troppo vivace» E non mandano i figli a scuola
Lunedì i genitori non hanno mandato i figli a scuola
(Foto di archivio)

Dopo il caso di Cagno di inizio mese anche a Montano i genitori di una classe delle elementari hanno protestato tenendo i bambini a casa da scuola nella giornata di lunedì.

Già martedì tutti i 24 bambini erano di nuovo in classe, la protesta voleva segnalare il disagio portato da un alunno un po’ troppo vivace.

La scuola appartiene all’istituto comprensivo di Villa Guardia il cui preside reggente, Francesco Alagna, giudica così quanto accaduto lunedì: «È una cosa inqualificabile sotto il profilo pedagogico ed umano, non si usano i bambini in questa maniera. La tolleranza è un valore che va coltivato».

Un bambino vivace, che non è facile tenere seduto composto nel banco, che spesso si alza dal posto e fa qualche dispetto. «In 38 anni di scuola - precisa il preside - è la prima volta che mi trovo davanti ad espressioni di questo tipo da parte dei genitori. Ho parlato con loro, con le insegnanti e con i genitori del bambino, che sono molto collaborativi. Il caso era già risolto, ma gli altri genitori hanno voluto dimostrare. Non si tratta così una famiglia che è disponibile, invece che aiutare qualcuno lo si mette in croce. È successo come a Cagno, sentendo anche il collega di quell’istituto, siamo entrambi affranti, non abbiamo paura della fatica, ma queste cose pesano. Quella protesta è discutibile.

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