Venerdì 27 Dicembre 2013

Saldi anticipati in Canton Ticino

Centri commerciali, subito folla

Luciana Barblan

Al via i maxi saldi in Ticino, tra centri commerciali presi d’assalto e lunghe code in autostrada all’altezza del casello di Brogeda. Tanti i comaschi che ieri hanno riempito i parcheggi del Fox Town di Mendrisio, del Serfontana di Chiasso e del Centro commerciale Lugano sud.

«Partiti con il piede giusto»

Anche in Corso San Gottardo a Chiasso numerose famiglie lariane hanno sfilato con borse e pacchetti sulla passerella rossa del centro. Ma, rispetto ai centri commerciali, qui non s’è registrata ressa. «I maxi saldi sono partiti quest’anno col piede giusto - ammette Carlo Coen, presidente commercianti di Chiasso - Fin dal mattino, c’è stato movimento anche se il vero assalto ai negozi contiamo avvenga dalla prossima settimana. Perché, in questi giorni, c’è sicuramente chi, a causa del vicino week-end, ne avrà approfittato per godersi un po’ di giorni sulla neve. O conta di recarsi in negozio solo per cambiare un regalo non azzeccato».

Insomma, «proprio stamattina un cliente mi raccontava che, giorni fa, ha visto una borsetta a Como a 59 euro - puntualizza Coen - l’ha rivista in Ticino a 50 franchi. E questo quando ancora i maxi saldi non erano iniziati. E non mi si dica che a Como ci sono più assortimento e qualità - scandisce - perché i fornitori dei negozi di frontiera sono gli stessi». A Mendrisio, nell’immenso parcheggio del Fox Town, era un’impresa trovare un posto libero già alle 14. «Dalle 11, quando abbiamo aperto, è stato un continuo affluire di gente - racconta Raffaella Guanetti, del Jerem - e i clienti italiani non sono mancati. Alcuni, ammettono d’aver aspettato ora a venire per accaparrarsi quel capo che, fino alla vigilia di Natale, non potevano permettersi».

«Le vendite, anche sotto Natale, non sono più quelle di una volta - ribatte Luciana Barblan, della Geox - ora, però, a colpi di sconti e ribassi, cerchiamo di liberarci di qualche scatola di troppo in magazzino. Lavorando a ritmi serrati fino al 6 gennaio».

Nei corridoi e sulle scale mobili non era difficile adocchiare cartelli che promettevano sconti fino al 70%. O ribassi del 50% su prezzi già scontati. O “angoli delle occasioni” in cui il prezzo degli articoli non superava i 5 franchi.

«Puntiamo su russi e cinesi»

«I clienti per noi più importanti? Non sono i comaschi ma russi, cinesi e indonesiani», sintetizza il responsabile vendite di Ferragamo mentre Elena Folladori, del Free Shop, osserva: «Oltre a praticare sconti, abbiamo profumi che partono dai 12,50 franchi. Un’occasione alla portata di tutte le tasche». Più cauti i negozianti di Chiasso. «Finora sconto alcuni capi al 50% - spiega Adele Porro - arriverò al 70% solo a ridosso dell’Epifania». E Giovanna Presti aggiunge: «Le vendite di Natale sono andate discretamente. Il merito? E’ della qualità che, a differenza di quanto pensano i nostri concorrenti comaschi, è ben presente anche in Ticino».

Sara Ballabio

COMO

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