Venerdì 06 Dicembre 2013

Sanità nelle mani dei partiti

Onofri: «Mai guardato le tessere»

Il direttore del Sant’Anna Marco Onofri a un incontro della Lega, di fianco all’ex assessore Mario Colombo

Como

L’articolo pubblicato da La Provincia ha fatto arrabbiare mezzo Sant’Anna. Parlare della politica che influenza le nomine di direttori generali e primari, evidentemente, è ancora un tabù.

In realtà tutti ne parlano e tutti sanno. Ma in ospedale non si aspettavano di vedere nomi e cognomi sul giornale. E così ecco le reazioni scomposte, gli sms minacciosi, le telefonate di fuoco. Strano, perché nessuno ha parlato di irregolarità o - peggio - di reati. Tutto è formalmente corretto, semmai emerge una questione di opportunità. E nel mirino finisce un meccanismo che non si attiva solo a Como e che prescinde da chi si trova in quel momento a guidare la struttura.

Il direttore generale Marco Onofri se l’è presa, anche se l’attacco non era diretto nello specifico a lui. «Mi sono presentato a incontri della Lega o in consiglio quando c’era Maroni a parlare delle paratie nella sua veste di presidente regionale? Prendo atto che secondo voi non è opportuno. Ma io non ho mai fatto nomine guardando le tessere di partito. Tra le 15 persone che ho scelto in questo triennio ci saranno quelli del Pdl, della Lega, di sinistra e magari pure di Monti. Ho sempre e solo scelto i migliori, ne faccio un punto d’onore. Cosa accadesse in passato non lo so». Onofri ci ha anche recapitato, tramite l’ufficio stampa, i 15 nomi in questione (scheda a fianco). Ovviamente non conosciamo le appartenenze politiche di tutti i professionisti. Balzano all’occhio, comunque, il primario di Otorino Giordano Molteni (Pdl, sindaco di Lipomo) e il numero uno di Endocrinologia Fabrizio Muratori (è membro, con il primario di Chirurgia Vascolare Roberto Caronno, del cda della fondazione Carlo Cattaneo, fondata da esponenti di primo piano della Lega e con Umberto Bossi come presidente onorario). Medici, questi come tutti gli altri citati, di assoluto valore. Il punto non è questo, ma la tendenza alla spartizione dei posti che ha invaso anche il mondo della sanità.

La politica sceglie i direttori generali, i direttori generali scelgono i primari. Quindi la politica mette becco anche sui nomi di chi ci cura in corsia. Succede anche a Como e pazienza se qualcuno, dopo aver letto il giornale, ieri fingeva di scandalizzarsi. Si sono scandalizzati, senza finzione, anche tanti cittadini. M. Sad.

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