Senza gamba né protesi «L’Asl non me la paga»

Senza gamba né protesi
«L’Asl non me la paga»

La storia di Ignazio, operaio vittima di un incidente dodici anni fa

A 46 anni, senza una gamba da dodici, Ignazio Saporito denuncia: il servizio sanitario pubblico non garantisce il minimo necessario per riuscire a infilare la protesi e spostarsi in città. C’è un accessorio indispensabile che, racconta Saporito, non viene passato dalla Regione ed è troppo costoso perché possa comprarselo da solo. Si tratta di una cuffia transfemorale con anello, vale poco meno di mille euro e si può acquistare privatamente tra gli 800 e i 900 euro dai rivenditori che lo ordinano. Per lui sono cifre inarrivabili. Abita a Tavernola negli alloggi del Comune e fatica anche a scendere le scale per prendere l’autobus. Arrivare al Bennet, neanche un chilometro da casa sua, con la protesi è un’impresa e senza la cuffia è possibile solo senza gamba avanzando con le stampelle.

«Sono disabile dal 2003 in seguito a un incidente stradale - racconta - facevo l’operaio vicino a Legnano. Inizialmente mi avevano amputato il piede, poi mi hanno detto che per mettere la protesi avrebbero dovuto tagliare fin sotto al ginocchio. Ho acconsentito, ma una volta fatto si sono accorti che non ero in grado di controllare la parte inferiore della gamba e di nuovo per mettere la protesi hanno amputato anche il ginocchio. Adesso mi trovo di nuovo a poter usare la protesi per le difficoltà ad avere la cuffia in lattice che adatta il moncone alla cavità interna».

Serve a tenere la protesi attaccata al pezzo di gamba che gli rimane, senza quello la pelle scivola e non fa presa. Il fatto è che la plastica si consuma e una volta all’anno va sostituita. «Ho fatto un corso da operatore informatico e ho lavorato qualche anno per gli enti pubblici nelle quote disabili - racconta - da quando hanno chiuso le province e ridotto il personale non trovo più niente. Vivo con l’accompagnamento di 260 euro».

L’Asl di Como ha già fatto sapere che potrà avere la cuffia gratuitamente ma ogni anno dovrà ripetere le procedure da protocollo: serve una visita specialistica e la prescrizione per la cuffia, dopo di che basta presentare tutto in Asl per ottenere l’assegnazione straordinaria.


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